Il Parco e il Castello di Miramare (Miramar) a Trieste
Il Castello di Miramare (chiamato Miramar a Trieste) è una splendida dimora ottocentesca in pietra d’Istria affacciata sul Golfo di Trieste, costruita per Massimiliano d’Asburgo e Carlotta del Belgio. Si trova a circa 7 km dal centro di Trieste ed è circondato da un grande parco di 22 ettari.
Informazioni Utili
Indirizzo: Viale Miramare, Trieste
Orari del Castello: Aperto tutti i giorni (tranne il 25 dicembre) dalle 9:00 alle 19:00 (ultimo ingresso alle 18:30).
Orari del Parco: Aperto tutti i giorni dalle 8:00 fino al tramonto.
Prezzi dei Biglietti: Ingresso intero al castello 10 €; biglietto ridotto a 2 € per i giovani tra i 18 e i 25 anni; gratuito per i minori di 18 anni. L’accesso al parco è sempre gratuito.
Come arrivare: Si raggiunge in circa 15 minuti in auto dal centro o prendendo l’autobus della linea 6.
Storia e Architettura
Costruzione: Edificato tra il 1856 e il 1860 su progetto di Carl Junker. Voluto dall’arciduca Ferdinando Massimiliano d’Asburgo (poi imperatore del Messico) e sua moglie Carlotta. Interni: Oltre 20 stanze con arredi originali, inclusa la famosa camera da letto a forma di cabina di nave. Il Giardino: Un immenso parco con piante rare, sculture, laghetti e un mix di giardino all’inglese e all’italiana
Indimenticabile è la visita al Parco e al Castello di Miramare, dimora principesca dell’arciduca Ferdinando Massimiliano e della sua consorte Carlotta. Giosuè Carducci cantò le “bianche torri” che si specchiano nelle azzurre acque che circondano il promontorio sul quale Massimiliano, affascinato dal luogo, fece erigere il suo sogno d’amore. Inaugurato nel Natale del 1860 (progetto C. Junker), fu abitato dall’arciduca solo fino al 1864, anno in cui, accettata la corona del Messico partì per questa terra lontana, ove venne fucilato dalle truppe di Benito Juarez.
Il Castello fu arredato sotto l’attenta e costante supervisione dell’illustre proprietario e conserva ancor oggi tutto il fascino del tempo, costituendo per le ricche raccolte di mobili, dipinti, avori e porcellane una delle residenze principesche più ricche della seconda metà dell’Ottocento. Al pianoterra: dopo l’atrio e le sale del gentiluomo e della dama di corte inizia la zona degli appartamenti destinati agli arciduchi, caratterizzata dalle stoffe azzurre; la stanza da letto di Massimiliano con letto in metallo stile marina; il suo studio, detto sala Novara, in cui è ricostruito l’ambiente di poppa dell’omonima ammiraglia della flotta austriaca; la biblioteca che conta una raccolta di 7.000 volumi, in semplici e funzionali armadi; la sala da pranzo con ricche suppellettili racchiuse entro grandi credenze; il salotto di Carlotta in stile Biedermeier con il ritratto di Maria Teresa (J. E. Liotard, 1744); nell’angolo in corrispondenza della torre, il boudoir, salottino di Carlotta, dominato dal ritratto dell’arciduchessa di J. Portaels, pittore ufficiale della famiglia reale belga; la stanza da letto, dono della città di Milano per le nozze della coppia; lo spogliatoio di Carlotta; la cappella, decorata da ricca boiserie scolpita, che racchiude le immagini dei dodici Apostoli su sfondo d’oro e pesante soffitto con la Madonna con Bambino e arcangeli e con i Santi protettori dell’Austria (E. de Heinrich); la sala della rosa dei venti, cosiddetta dallo strumento inserito sul soffitto, che, tramite collegamento ad una banderuola posta sul tetto, indica la provenienza del vento.
Dall’atrio d’onore con scalone si accede al primo piano destinato agli ospiti e improntato a una maggiore ricchezza decorativa con dorature e intagli ricercati, dominato dal colore rosso: il salotto dei principi; la sala dei regnanti, con il letto a baldacchino donato da Napoleone III; la sala delle udienze; la sala di conversazione; i due preziosi e ricercati salotti giapponese e cinese; la sala storica, detta di Cesare dell’Acqua dal nome del pittore che raffigurò nelle sei tele alle pareti gli episodi salienti della storia di Grignano e del Castello e sul soffitto l’Allegoria dell’edificazione di Miramare. Infine la sala del trono recentemente ricostruita, voluta da Massimiliano come luogo della sua apoteosi, della glorificazione del Messico e del grande passato asburgico; e la sala da pranzo, detta dei gabbiani.
Il tratto di mare antistante il Castello è Riserva Naturale Marina per la protezione della flora e della fauna con i centri di educazione ambientale e di avvistamento e soccorso delle specie protette: nel Castelletto una mostra e nei 30 ettari di mare visite subacquee.
Da Miramare si raggiunge Trieste per il comodo viale omonimo che si snoda lungo la linea sinuosa del mare, protetto da una scogliera artificiale; luogo di balneazione popolare frequentatissimo. Il villaggio di Barcola conserva tracce non visibili di ville padronali di epoca romana ed è tutt’oggi apprezzato e tranquillo luogo residenziale. La chiesa parrocchiale dedicata a San Bartolomeo eretta nel 1933-35 fu adornata di un rosone gotico trecentesco in pietra, proveniente dalla non più esistente chiesa di San Pietro in piazza Grande.
Ora, una carrellata di fotografie del Parco di Miramare, con specie arboree provenienti da tutto il mondo (cliccare sulle miniature per ingrandire)


































































