I nostri mari sono preda delle nuove specie aliene
Cresce la presenza di specie aliene nel Mar Mediterraneo, effetto sia dei collegamenti marittimi sia del cambiamento climatico (innalzamento delle temperature marine).
Le specie arrivano per vie diverse: traffico marittimo, acquacoltura, acquariofilia, canali artificiali come il Suez, e corridoi naturali come lo Stretto di Gibilterra.
L’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) conduce una campagna di sensibilizzazione e ha predisposto un opuscolo informativo.
Principali rischi evidenziati
Alcune specie aliene possono diventare invasive e provocare danni significativi all’ambiente, all’economia (p.es. pesca, turismo) e alla salute umana.
Sono segnalate specie pericolose per la salute perché tossiche se consumate, urticanti o velenose al contatto.
Le avvertenze indicano 32 esemplari tra pesci e vegetazione. Eesempi: pesce palla, pesce scorpione, Hemiramphus (mezzobecco), pesci tropicali come Flauto e Flauto rosso, e il pesce pietra (Synanceia verrucosa è il nome scientifico comunemente associato a questa specie).
Viene sottolineata la pericolosità di specie indopacfiche che mimetizzano sul fondale e possono raggiungere lunghezze significative (p.es. fino a circa 40 cm per alcune specie).
Cosa fare in caso di avvistamento (raccomandazioni pratiche)
Documentare l’esemplare con foto o video.
Annotare la località e, se possibile, le coordinate geografiche.
Prendere nota delle caratteristiche dell’ambiente: tipo di fondale, profondità, presenza di altri organismi, eventuali anomalie o segni di inquinamento.
Segnalare tempestivamente la presenza ai ricercatori dell’Ispra













