Centrale nucleare di Krško : scatta il progetto di una mega torre di 200 metri

Gli abitanti di Krško sono preoccupati per il progetto di una torre di raffreddamento di 200 metri per la centrale nucleare

La società Gen energija ha presentato uno studio di fattibilità delle torri di raffreddamento per il secondo blocco della centrale nucleare di Krško. È quindi prevista una torre di raffreddamento alta quasi 200 metri con raffreddamento naturale. La comunità locale è preoccupata per il suo aspetto e il suo impatto.ddamento

plastico torre Krsko

Plastico torre Krsko Modello di JEK 2. Foto: BoBo

L’avvio della costruzione del secondo blocco della centrale nucleare di Krško (JEK 2) è previsto per il 2028.
La decisione sul tipo e altezza della torre di raffreddamento deve essere definita già nella fase di ottenimento del permesso edilizio.
Gen energija ha presentato uno studio di fattibilità condotto da esperti esterni che valuta modelli di torri di raffreddamento.

Uno studio indipendente straniero ha analizzato quattro modelli di torri di raffreddamento.
Per JEK 2 consiglia una torre di raffreddamento naturale (natural draft) alta quasi 200 metri come soluzione più adatta.

Vantaggi tecnici della torre a tiraggio naturale riportati dall’azienda (citando il project manager):
Consumo minimo di elettricità per il funzionamento.
Assenza di componenti rotanti (quindi meno manutenzione meccanica).
Non genera rumore artificiale dovuto a macchine (ventole), secondo Gen energija.

I residenti di Krško e delle frazioni vicine (Zadovinko, Leskovac, Spodnji Stari grad) esprimono forte preoccupazione soprattutto per:
L’altezza (quasi 200 m) e l’impatto visivo sul paesaggio circostante già occupato da impianti nucleari.
Possibili problemi legati al rumore e alla qualità della vita.
Nella zona entro 3 km vivono tra 9.000 e 11.000 persone che sarebbero direttamente interessate.
Alcuni residenti preferirebbero una torre più bassa per ragioni estetiche, anche se economicamente meno giustificata, e lamentano di non essere stati consultati finora.

Vinko Planinc (project manager JEK 2) ha difeso la soluzione della torre a tiraggio naturale come la più efficiente e “accettabile” dal punto di vista tecnico.
Andrej Vizjak (nuovo direttore di Gen energija) ha enfatizzato la trasparenza nelle procedure e ha detto che gran parte delle spiegazioni avverranno durante le presentazioni pubbliche nelle fasi successive del piano territoriale nazionale.

L’associazione dei movimenti ecologici (rappresentata da Karl Lipič) propone la creazione di partenariati locali e un dialogo più approfondito con i cittadini, per spiegare anche gli aspetti tecnici.
È stata ribadita anche la richiesta di indire un referendum sul progetto JEK 2.

Intanto arrivano notizie sul presunto monitoraggio di attivisti, presunta raccolta di informazioni da una società di intelligence israeliana contro gli oppositori di JEK 2, sparizione di una mappa del rischio sismico da parte di Gen Energy, e altri sviluppi politici e procedurali legati al progetto. Ne vedremo delle belle.

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