Animalisti FVG si scagliano contro il DDL caccia appena approvato: “è una vergogna”
Di seguito la nota del PAI FVG:
DDL CACCIA APPROVATO IN SENATO: UNA VERGOGNA SENZA PRECEDENTI CONTRO FAUNA, BIODIVERSITÀ E CITTADINI
L’approvazione del DDL Caccia da parte del Senato rappresenta una delle pagine più atroci, aberranti, vergognose e inaccettabili della storia recente della politica italiana. Con questo voto la maggioranza ha scelto di schierarsi contro la fauna selvatica, contro la biodiversità e contro milioni di cittadini che chiedono più tutela della natura e maggiore sicurezza nei territori.
Lo dichiara Fabio Rabak, Commissario e Coordinatore Regionale del Partito Animalista Italiano del Friuli Venezia Giulia, commentando il via libera del Senato alla contestata riforma della legge sulla caccia.
Non siamo di fronte a una semplice modifica legislativa, ma a un vero e proprio attacco al patrimonio naturale del nostro Paese. Un provvedimento costruito per soddisfare le richieste delle lobby venatorie e dell’industria delle armi, ignorando completamente la volontà della stragrande maggioranza degli italiani che chiede più protezione per gli animali e meno concessioni a chi imbraccia un fucile.
Mentre l’Europa richiama gli Stati membri alla tutela della biodiversità e gli scienziati lanciano allarmi sempre più drammatici sullo stato degli ecosistemi, il Governo italiano sceglie di percorrere la strada opposta. Si ampliano le possibilità di esercitare l’attività venatoria, si indeboliscono le tutele esistenti e si mette ulteriormente a rischio una fauna selvatica già sottoposta a enormi pressioni.
Ancora più grave è il comportamento di quei partiti e di quegli esponenti politici che, pur dichiarandosi sensibili all’ambiente e agli animali, non hanno fatto nulla per fermare questo scempio. Chi oggi tace, chi si nasconde dietro la disciplina di partito o chi preferisce non esporsi per convenienza politica è corresponsabile di quanto sta accadendo. Il silenzio, in questo caso, equivale alla complicità.»
Gli animali selvatici non appartengono ai cacciatori. Sono patrimonio indisponibile dello Stato e appartengono a tutti i cittadini italiani. Eppure si continua a legiferare come se la natura fosse una riserva privata a disposizione di una minoranza organizzata che pretende sempre nuovi privilegi.
Trovo inoltre gravissimo che si continui a ignorare la sicurezza pubblica. Escursionisti, famiglie, ciclisti, fotografi naturalisti e cittadini chiedono più tutela e più aree protette, mentre la politica sceglie di aumentare la pressione venatoria sui territori. È una scelta irresponsabile che rischia di aumentare tensioni e pericoli.
Questa riforma rappresenta uno schiaffo all’articolo 9 della Costituzione, che impone alla Repubblica di tutelare l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi nell’interesse delle future generazioni. Chi ha sostenuto questo provvedimento dovrà assumersene la piena responsabilità politica, morale e storica.
Ritengo che questo Governo si stia assumendo una responsabilità gravissima davanti alla storia. Le conseguenze di queste scelte ricadranno sugli animali, sugli ecosistemi e sulle future generazioni. È una ferita profonda inferta al patrimonio naturale della Nazione che difficilmente potrà essere dimenticata.
La battaglia però non è conclusa. Il testo dovrà ora essere esaminato dalla Camera dei Deputati. Rivolgo un appello a tutti i parlamentari che hanno ancora a cuore il bene comune: fermate questa follia prima che diventi legge dello Stato. Ognuno dovrà assumersi le proprie responsabilità davanti ai cittadini e alla storia.
Il Partito Animalista Italiano continuerà a opporsi con ogni mezzo democratico, politico e legale a questo attacco contro la fauna selvatica. Gli animali non votano, non fanno lobby e non siedono nei palazzi del potere. Per questo abbiamo il dovere morale di essere la loro voce.
Fabio Rabak
Commissario e Coordinatore Regionale
Partito Animalista Italiano – Friuli Venezia Giulia













