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SAP: fondi destinati alla sicurezza, pochi e spesi male

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Riceviamo il seguente comunicato dal SAP di Trieste:

Da molto tempo il SAP sia a livello locale che nazionale denuncia la carenza di fondi destinati alla sicurezza, tali da mettere in seria difficoltà gli operatori chiamati a rassicurare i cittadini in questi tempi così difficili a causa di una crisi economica senza fine e la contemporanea emergenza immigrazione e terrorismo. Divise mancanti, vecchie e logore, dotazioni e armamenti non più al passo con i tempi, macchine ormai da rottamare, addestramenti ed aggiornamenti professionali insufficienti a fronteggiare le “sfide” di questi tempi ed ancora pochi uomini e soprattutto vecchi e che dura ormai da troppo tempo e da troppi governi. Pochi soldi per l’apparato sicurezza: pochi e spesi male. In questi giorni vengono promosse “collette” da parte di poliziotti e di cittadini per poter garantire le spese mediche al collega artificiere di Firenze ferito nell’esplosione dell’ordigno che gli ha causato la perdita di una mano e di un occhio, proprio perché lo Stato, in questi casi, non provvede a far fronte alle necessità di un suo servitore ferito in servizio e contemporaneamente a Trieste altri colleghi patiscono i disagi, dovuti all’insufficiente riscaldamento di alcune strutture della provincia a causa di scelte “infelici” ed anacronistiche: il Ministero ha infatti “bocciato” alcune proposte, secondo il SAP molto interessanti, presentate dalla locale Amministrazione che prevedevano una spesa iniziale sicuramente maggiore ma che alla lunga avrebbe prodotto un notevole risparmio consentendo addirittura la sostituzione dei vetusti impianti ed il riferimento di una gestione omnicomprensiva. Già negli anni scorsi il Ministero aveva espresso un analogo diniego per contratti simili in un’altra struttura cittadina. Siamo ad inizio anno e già si sono verificati i primi problemi in alcuni uffici del capoluogo giuliano proprio in concomitanza di questi giorni di grande freddo con temperature all’interno dei locali sicuramente non idonee ad una corretta attività lavorativa. Sarà necessario quindi un controllo da parte di qualche poliziotto affinché la gestione dei rifornimenti e delle manutenzioni sia adeguata. Non ci sembra che in un periodo come questo, di mancanza di personale causato dal blocco del turnover al 55% e di allarme terrorismo ci si possa permettere di distogliere gli agenti dal loro primario lavoro: la sicurezza dei cittadini.

Spendere meno nell’immediato significa spendere, alla lunga molto di più; una situazione che mette in evidenza come non ci sia un senso della programmazione del futuro, la stessa che patisce la Polizia chiamata a garantire uno dei servizi fondamentali di uno Stato: la sicurezza. La mancata programmazione ha portato alla situazione odierna: ad un ammanco di 18 mila unità nel territorio nazionale di cui 250-300 nella sola provincia di Trieste. Una carenza che nel 2030 (fra soli 13 anni) ammonterà nel totale a 40 mila unità solo nella Polizia di Stato, come più volte dichiarato anche dal nostro Capo della Polizia. Forse sarebbe il caso di iniziare a fare un po’ di programmazione e investire a lungo termine per far funzionare meglio le cose.

Lorenzo Tamaro – Segretario Provinciale SAP

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