Il telescopio di Guido Horn, l’astronomo triestino che ha progettato il futuro

telescopio di Guido Horn

Mercoledì 6 marzo 2019, alle ore 18.00 si inaugura presso lo Spazio Trieste Città della Conoscenza, Piazza della Libertà (all’interno della Stazione centrale di Trieste) la mostra

Il telescopio di Guido Horn.
L’astronomo triestino che ha progettato il futuro

La curatrice della mostra Vincenza Maugeri, direttrice del Museo Ebraico di Bologna, parlerà di Guido Horn e del perché della mostra, Roberto Gilmozzi, dell’European Southern Observatory e Principal Investigator del telescopio E-ELT, presenterà “Da Horn agli ELTs”, una breve storia dello specchio a tasselli di Horn della sua applicazione al grande telescopio ELT in costruzione all’ESO.


Spazio Trieste Città della Conoscenza Piazza della Libertà, 8 6 – 28 marzo 2019
Inaugurazione mercoledì 6 marzo alle ore 18.00
Orari di apertura: da lunedì a venerdì: 9.00 -12.00/14.00-17.00 INGRESSO GRATUITO
Mostra a cura di:
Comitato scientifico:
Stefano Nicola Sinicropi, Università di Bologna Caterina Quareni, Museo Ebraico di Bologna Mauro Gargano, INAF- OACN Paolo Molaro, INAF – OATs
Fabrizio Bònoli, Università di Bologna Flavio Fusi Pecci, Società Astronomica Italiana Angela Mangano, INAF – OACT Giovanni Pareschi, INAF- OAB Federica Santagati, Università di Catania Ginevra Trinchieri, INAF- OAB Grazia Maria Umana, INAF- OACT Giovanni Vladilo, INAF – OATs Giovanni Zamorani, INAF- OAS
Coordinamento: Vincenza Maugeri, Museo Ebraico di Bologna Massimo Ramella, INAF- OATs

La storia del telescopio è legata alla produzione di lenti e specchi sempre più grandi, in grado di vedere sorgenti celesti sempre più deboli e lontane. Ma la costruzione degli specchi ha dei limiti: per superarli, negli anni ’30, Horn concepisce il suo telescopio a tasselli.
L’intuizione di Horn, ripresa e sviluppata oltreoceano con il Multi Mirror Telescope negli anni ’70, è oggi utilizzata per i maggiori telescopi attuali e per quelli in costruzione come l’E-ELT, che, con i suoi 798 specchi esagonali di 1.4 m ciascuno, formerà uno specchio di 39 m, il più grande al mondo. Segmentati saranno anche i telescopi delle generazioni a venire, che raggiungeranno i 100 m, come già proposto dall’astronomo dell’ESO Roberto Gilmozzi. Il prototipo di Horn è quindi tecnologicamente illimitato e innova profondamente la concezione del telescopio, accostando il suo inventore a grandi astronomi come Galileo e Newton. Tuttavia, nessuno in Italia ha raccolto questa eredità lasciandola, invece, agli scienziati americani. Nemo propheta in patria, si potrebbe dire. Nel 2017, cinquantesimo anniversario della sua morte, il Museo Ebraico di Bologna dedica a Horn una mostra, contribuendo a riportarne il ricordo alla memoria collettiva.
Dopo Bologna, la mostra si trasferisce a Catania in occasione dell’intitolazione a Guido Horn d’Arturo del telescopio ASTRI all’Osservatorio di Serra La Nave. è con grande piacere che la presentiamo oggi a Trieste, la città dove Horn è nato ma dove è praticamente sconosciuto. Pur avendo svolto gran parte della sua carriera a Bologna, Horn è pur sempre un figlio illustre di questa città, cui rimarrà sempre legato, come si evince anche dalla sua corrispondenza privata.
Abbiamo inoltre voluto inaugurare il 6 marzo, giornata dei Giusti tra le Nazioni, perché Horn fu estromesso dal suo ruolo di direttore dell’Osservatorio di Bologna in seguito alle leggi razziali del 1938 e scampò alla deportazione nascondendosi con l’aiuto di qualche “Giusto”.
La mostra, infine, rientra nelle iniziative della IAU100, il programma celebrativo dei cent’anni della Società Internazionale degli Astronomi (IAU). Horn fu membro della IAU fin dall’inizio e vi ebbe un ruolo di primo piano nella Commissione 3, presieduta da Frank M. Schlesinger (1871-1943), il direttore dell’Osservatorio Astronomico di Yale che ridefinì i contorni delle costellazioni celesti.
Guido Horn d’Arturo bentornato a Trieste!

PROGRAMMA DEGLI EVENTI COLLEGATI ALLA MOSTRA
6/3 Inaugurazione – Da Horn agli ELTs Roberto Gilmozzi, ESO – ore 18, Spazio Trieste Città della Conoscenza alla Stazione centrale di Trieste (TCC).
La breve conferenza di Roberto Gilmozzi sarà preceduta da una presentazione della mostra da parte di Vincenza Maugeri, direttrice del Museo Ebraico di Bologna.
7/3 – Measuring the heavens: from the human eye to ELTs Roberto Gilmozzi – ore 11:30 presso sede INAF-OATs di Villa Bazzoni in via Bazzoni 2 Il seminario è aperto al pubblico e si terrà in lingua inglese.
13/3 – Guido Horn d’Arturo e il telescopio a tasselli, progenitore dei moderni grandi telescopi Fabrizio Bonoli, Università di Bologna ore 18, Spazio TCC
14/3 – La musica dei pianeti – gli astri di Horn D’Arturo Spettacolo con testi, musiche e video di e con Emanuela Marcante e Daniele Tonini ore 18:30 presso Auditorium della Casa della Musica
20/3 – Da un esagono all’esplorazione virtuale Giulia lafrate, INAF-Osservatorio astronomico di Trieste ore 18, Spazio TCC
27/3 – Omaggio a Primo Levi e Dmitri Mendeleev: l’origine degli elementi nell’Universo Francesca Matteucci, Accademia dei Lincei e Università di Trieste ore 18, Spazio TCC

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