Maria Teresa madre della Trieste rinata è il progetto di Ferluga Matic

La scultura MARIA TERESA E NOI di Paolo Ferluga e Lorena Matic punta alla vittoria


Maria Teresa

Pare proprio che il monumento dedicato a Maria Teresa, da erigersi in Piazza Ponterosso “Maria Teresa e Noi” della coppia artistica Paolo Ferluga e Lorena Matic, abbia catalizzato l’attenzione. Da un recente sondaggio è il progetto favorito, con oltre 1600 voti in pochissimo tempo, sbaragliando la concorrenza.
Un progetto scultoreo composto da 8 elementi, Maria Teresa al centro, sei bambini e una giovinetta.
Ne parliamo con Lorena Matic, capogruppo del duo artistico, incontrata in un caffè del centro.

InformaTrieste: Cosa vuole rappresentare la vostra scultura?
Lorena Matic: E’ un progetto che non perde di vista la storia e non strumentalizza la figura di Maria Teresa, ma bensì valorizza la donna, quale madre (di 16 figli), moglie (dell’Imperatore) e levatrice della città di Trieste. Maria Teresa è attorniata da bambini e una adolescente, virtualmente allegorie della città, delle sue genti e delle istituzioni.

InformaTrieste: Quali sono i significati e il messaggio della scultura?
Lorena Matic: Maria Teresa ha reso Trieste un gioiello della Mitteleuropa ed è stata fautrice anche dell’aumento demografico.
Inoltre, la scultura è in armonia con l’ambiente circostante, dialoga con la piazza e la fontana difronte, è mossa nelle vesti e nei capelli dal vento a richiamare la bora di Trieste, facendo eco al refolo con il quale gioca il Giovannin della fontana difronte, puttino da una parte e bambini dall’altra.

InformaTrieste: Quindi un monumento di stampo classico?
Lorena Matic: Un complesso scultoreo che tiene conto della classicità e dello stile dei principali monumenti di Trieste, ma che nei concetti è assolutamente contemporaneo. Classica nella figura, ma sulle sue vesti siedono e giocano dei bambini, c’è chi scivola sul mantello, chi si ripara e chi scruta l’orizzonte.
Contiene in sé anche molti significati, dedicata alla sovrana è allo stesso tempo inclusiva in quando parla di “noi”, già il titolo MARIA TERESA E NOI è esemplificativo.
Crea dialogo con chi la guarda, per esempio i bambini sono a grandezza naturale, catturando anche l’attenzione dei bambini in carne ed ossa che passeranno accompagnati, nella piazza.

InformaTrieste: E poi c’è l’adolescente.
Lorena Matic: La giovinetta è raffigurata nell’atto di rialzarsi e correre avanti, ossia l’allegoria di Trieste.

InformaTrieste: Un monumento che tiene conte di diversi aspetti insomma?
Lorena Matic: Nel complesso armonioso, una immagine di vitalità e forza, con dei bambini sereni e giocosi, simbolo del futuro.
Ma abbiamo considerato anche l’aspetto turistico. Anche il turismo dei selfie, se così possiamo chiamarlo, è attratto dai monumenti che poi divengono soggetto promozionale-testimonial della città. La nostra scultura vede una Maria Teresa, bella e giovane, sicuramente attrattiva da questo punto di vista, quindi selfie con la fiera Maria Teresa, ma anche foto di gruppo con i vari soggetti del complesso scultoreo, a promuovere la città.

InformaTrieste: Avrà avvertito una certa scontentezza da chi per primo si è fatto promotore dell’iniziativa e che aveva già scelto il suo sculture e il suo monumento, cosa ne pensa?
Lorena Matic: Mi rendo conto della profonda scontentezza che è legittima, da come mi hanno raccontato la vicenda, sono solidale sia con l’artista che con chi lo ha sostenuto nel progetto. Forse la nostra proposta è quella che più si avvicina, anche se diversa, abbiamo mantenuto la classicità dello stile, evidenziando gli ideali di internazionalità di cui la Sovrana già allora aveva posto le basi.

InformaTrieste: Non ci resta che augurarvi: vinca il migliore!
Lorena Matic: Grazie, vinca il migliore e speriamo: Maria Teresa e Noi di Ferluga Matic. Vi aspettiamo il 10 marzo dalle 10,00 alle 19,00 al Palazzetto Leo, Museo Orientale in via S. Sebastiano, in Cavana.

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