Laboratorio sulla maschera e workshop fotografico sugli stereotipi di genere

Maschere Santa Maria la Longa

Il 17 e il 24 febbraio il progetto di rete “Cura, curae – Destinazioni di cura” del Teatro del Silenzio di Udine approda a villa Mauroner

Santa Maria la Longa – L’interessante percorso sull’uso della maschera nella commedia dell’arte lanciato dall’associazione udinese Teatro del Silenzio nell’ambito dell’articolato progetto di rete “Cura, curae – Destinazioni di cura” (finalizzato a favorire il radicamento del principio di cittadinanza attiva e a contrastare il fenomeno dell’isolamento relazionale) fa tappa a Tissano di Santa Maria la Longa: domenica 17 febbraio e la successiva, 24 febbraio, in entrambi i casi dalle 10 alle 13 e dalle 14.30 alle 17.30, villa Mauroner ospiterà un laboratorio condotto da Agata Garbuio. L’attività, a partecipazione libera, partirà dallo studio della posizione neutra, in modo tale da rendere il corpo una pagina bianca e da stimolare nell’allievo attenzione e coscienza della relazione tra posizioni, pesi, equilibri, dinamiche, modi di camminare, ritmi, voce, gestualità, pensieri ed emozioni correlate. Successivamente gli iscritti daranno vita autonomamente a una maschera e la “scandaglieranno”, cominciando dall’analisi della sua morfologia, fino a capire come renderla parte integrante del proprio corpo e farne, di conseguenza, lo strumento per creare un personaggio. Passo ulteriore sarà mettere in azione e relazione maschere e personaggi, appunto, con esercizi, studi e giochi di improvvisazione. Nella giornata di domenica 24 febbraio, invece, data del Carnevale di Tissano, al laboratorio si affiancherà un workshop fotografico sul tema degli stereotipi di genere, condotto da Alessandro Ruzzier e dalla dottoressa Giuseppina Guarino, neopresidente della cooperativa “Atena”. “1 a 1” il titolo della proposta, a indicare che il confronto tra maschi e femmine non può che finire in parità: la “partita” si giocherà sulla simbologia degli oggetti del quotidiano domestico e sulla loro relazione con l’identità di ognuno di noi. I partecipanti saranno invitati a fotografarsi a vicenda in un luogo allestito a set, nel quale posizioneranno oggetti da loro scelti fra i 15 messi a disposizione dagli organizzatori, che li hanno selezionati per rispecchiare, appunto, gli stereotipi di genere.

Almanacco News

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