Giardino Botanico Carsiana – Sgonico

Carsiana strada

Carsiana è un giardino botanico dedicato alla flora e agli ambienti del Carso. Qui potrete farvi un’idea delle caratteristiche naturali e paesaggistiche di un territorio di circa 450 km quadrati, che si estende fino alla Slovenia, dal mare ai monti, con ambienti dal clima e dalle caratteristiche ecologiche molto differenti. Tali ambienti sono stati riprodotti a Carsiana, collocandovi circa 600 specie vegetali.

Il Giardino Botanico Carsiana è aperto dal lunedì al sabato dalle ore 9.00 alle ore 13.00.

I pomeriggi, la domenica e i festivi il Giardino sarà aperto solo su prenotazione, da effettuarsi con adeguato anticipo.

LA STORIA DI CARSIANA
Carsiana è stato fondato nel 1964 da un gruppo di studiosi della flora carsica. II territorio di provenienza delle specie si estende dal fiume Timavo, alla Valle del Vipacco, ai Monti Auremiano e Taiano (in Slovenia), fino alla foce della Dragogna. Il Giardino Botanico Carsiana si trova all’interno di una dolina nel Comune di Sgonico, a 18 km dalla Trieste, lungo la strada provinciale che collega il paese di Sgonico a quello di Gabrovizza.
Fondatori sono stati il Dott. Gianfranco Gioitti, il Dott. Stanislao Budin e il Prof. Livio Poldini. Il Dott. Gianfranco Gioitti acquistò e mise a disposizione il terreno, curò l’allestimento del giardino botanico per oltre 40 anni e ne fu Horti Praefectus. Contribuirono allo sviluppo e all’arricchimento floristico il Prof. Fabrizio Martini e il Signor Eliseo Osualdini, con l’aiuto iniziale del Signor Giovanni Kocman di Sgonico. Il giardino fu ideato con l’obiettivo di raccogliere, conservare ed illustrare la flora e la vegetazione spontanee del Carso, inserite in un contesto naturale. Nel giardino sono raccolte specie vegetali autoctone del Carso, collocate nei rispettivi ambienti, che si sviluppano lungo i versanti di una dolina.

Nel 2002 l’Amministrazione Provinciale ne ha acquistato la proprietà. Dal 1° luglio 2016 le competenze nella gestione del Giardino Botanico Carsiana sono state trasferite alla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.

ALLESTIMENTO DEL GIARDINO
Le piante non sono raggruppate per classificazione botanica, ma sono collocate negli ambienti naturali che soddisfano le loro specifiche esigenze ecologiche (luce, umidità, suolo…).
Ogni specie è contrassegnata da un cartellino, con il nome scientifico latino, il nome comune in italiano e sloveno, la famiglia di appartenenza, i mesi di fioritura (indicati con numeri romani).

LA GEOLOGIA DEL CARSO
Nel giardino si vedono non solo le piante, ma anche la geologia del territorio e i fenomeni carsici. II Carso è infatti formato da roccia calcarea, composta in prevalenza da carbonato di calcio, che viene corrosa dalla pioggia, resa debolmente acida dall’anidride carbonica dell’atmosfera. II lento processo di corrosione dà luogo ai fenomeni carsici, osservabili anche a Carsiana: una dolina profonda 9 metri, la grotta a pozzo, i campi solcati (degli affioramenti di roccia con creste aguzze, crepe e fori).

Carsiana Giardino Botanico mappa

INIZIAMO LA VISITA
Seguendo i sentieri indicati nella mappa si attraversano gli ambienti carsici, le cui caratteristiche e le piante più importanti sono descritte nei testi seguenti.

GHIAIONI
Sono pietraie, più o meno ripide, Che si formano alle pendici dei monti. In Carso si trovano nella Val Rosandra (a Trieste), sul Monte Nanos e sull’altipiano di Tarnova (in Slovenia).
Sui ghiaioni si sviluppa una rada vegetazione erbacea, capace di sopravvivere alla carenza d’acqua e di nutrienti, alla forte insolazione, a temperature estreme e al terreno instabile, che scivola verso basso. Qui le piante hanno radici motto lunghe per ricercare l’acqua in profondità, e foglie sottili per ridurre la traspirazione.
Tra le piante caratteristiche c’e la Festuca spectabilis subsp. carniolica, una graminacea che consolida i ghiaioni con le sue radici robuste e ramificate, e la ginestra stellata (Genista holopetala), una specie a rischio di estinzione, che si trova solo in Val Rosandra.

paeonia officinalis

BOSCAGLIA CARSICA
L’ambiente più diffuso sull’altopiano è la boscaglia carsica: rada, con piante adatte a vivere su un suolo poco profondo, arido e povero di humus. Gli alberi più diffusi sono il carpino nero (Ostrya carpinifolia), l’orniello o frassino della manna (Fraxinus ornus) e la roverella (Quercus pubescens), che in inverno conserva sui rami le foglie secche. Comuni sono anche l’oppio (Acer campestre) e l’acero trilobo (Acer monspessulanum). Ai margini delta boscaglia cresce il corniolo (Cornus mas), che a febbraio si copre di fiori gialli, e il ciliegio canino (Prunus mahaleb), dai cui fiori si ricava un miele pregiato.
Nel sottobosco penetra abbastanza luce, che permette la crescita di arbusti, quali il biancospino (Crataegus monogyna) e lo scotano (Cotinus coggygria); il manto erboso è formato da sesleria argentina (Sesleria autumnalis). In primavera è possibile ammirare i vistosi fiori della peonia (Paeonia officinalis), una specie protetta

LANDA CARSICA
La landa carsica è un prato arido, con rocce affioranti, formatosi dall’Età del Bronzo (1800 a C.), quando si diffuse la pastorizia. È costituita da piante che sopportano il calpestio e la brucatura, e da specie sgradite agli animali perchè spinose, come il ginepro (Juniperus communis) e I’eringio ametistino (Eryngium amethystinum), o con sostanze irritanti come 0 titimalo olivello (Euphorbia nicaeensis).
Per la varietà della sua flora la landa carsica è un ambiente di grande valore scientifico, protetto dall’Unione Europea. Ha più di una quarantina di specie vegetali per metro quadrato; tra le più significative I’iride Celeste
(Iris cengialti subsp. illyrica), la fragola vellutina (Potentilla acaulis subsp. tommasiniana), la pulsatilla (Pulsatilla montana), la serratola moscata (Jurinea mollis), e il lino delle fate (Stipa eriocaulis).

RUPI COSTIERE
Sul versante nord, soleggiato e roccioso, si trovano specie tipiche del Mediterraneo, della Dalmazia e del Quarnaro.  A Trieste crescono tra Duino e Grignano, sulle rupi a picco sul mare, esposte ai sole e riparate dalla bora. Tale vegetazione si è sviluppata tra il 5000 e il 3000 a C., quando il clima era più secco e più caldo di 2-3° C. Quando iI clima divenne più fresco questa vegetazione sopravvisse solo nelle aree con microclima caldo, dove viene definita “relittica”.
Alberi ed arbusti tipici sono il leccio (Quercus ilex), una quercia sempreverde, il terebinto (Pistacia terebinthus) e l’alloro (Laurus nobilis). Tra le erbacee la salvia (Salvia officinalis), la caracia campanella (Euphorbia wulfenii), la campanula piramidale (Campanula pyramidalis) e l’asparago (Asparagus acutifolius).

Helleborus odorus var. Istriacus

IL BOSCO DI DOLINA
Le doline sono depressioni tondeggianti nel terreno, di varie profondità. Si formano su aree con fessure o fori nelle rocce, nelle quali viene inghiottita l’acqua piovana, che col tempo approfondisce l’avvallamento; sul fondo sono infatti spesso presenti inghiottitoi o grotte.
Nelle doline si verifica l’inversione termica, cioè scendendo verso iI fondo la temperatura cala, mentre di norma (come in montagna) è salendo che la temperatura si abbassa.
Sul fondo, dove ristagna aria fredda e umida, si forma un bosco tipico, l’Asaro-carpineto, dal nome delle sue piante caratteristiche: una erbacea, l’asaro (Asarum europaeum), e un albero, il carpino bianco (Carpinus betulus). Vi crescono inoltre il cerro (Quercus cerris), il rovere (Quercus petraea), il tiglio (Tilia cordata) e il nocciolo (Corylus avellana).
NeI sottobosco già da marzo fioriscono varie specie erbacee, tra le quali l’anemolo aquilegino (Thalictrella thalictroides), il dente di cane (Erythronium dens-canis) e l’elleboro verde (Helleborus odorus var. istriacus).
IL CARSO MONTANO
Questa raccolta di specie proviene dal Carso interno, in Slovenia, dove si trovano monti di oltre 1000 metri. Rispetto alla zona costiera, qui piove e nevica maggiormente e le temperature sono più basse. Per far sopravvivere le piante di montagna, che necessitano di un alto tasso di umidità, a Carsiana è stata creata una rete di canalette con acqua corrente e vaschette, coperte da pietrisco e terriccio. Tra le specie più importanti: il giglio martagone (Lilium martagon), la Scopolia carniolica, il rododendro (Rhododendron hirsutum) e un’orchidea la scarpetta della Madonna (Cypripedium calceolus).

IL POZZO CARSICO
Sul fondo della dolina è presente una grotta verticale a doppio pozzo, profonda in tutto 39,50 m. La base del primo pozzo è a 23 m di profondità, mentre il secondo è nascosto alla vista da uno spuntone roccioso.
SulIe pareti crescono vegetali che necessitano di poca luce: felci come la lingua cervina (Asplenium scolopendrium), dalle fronde allungate, la felce dolce (Polypodium vulgare) e diversi muschi.
LO STAGNO
In Carso la pioggia penetra rapidamente nel sottosuolo attraverso i buchi e le fessure delle rocce. Le aree umide naturali sono quindi rare, ad eccezione dei laghi di Doberdò e di Pietrarossa. Esistono invece diversi stagni creati dall’uomo per avere delle riserve d’acqua.
Nella parte più esterna della riva vivono i giunchi (Juncus inflexus e J. articulatus). Nelle zone soggette ad emersioni ed immersioni crescono il senecio paludoso (Senecio paludosus), l’iride gialla (Iris pseudacorus), la mazza
d’oro (Lysimachia vulgaris) e la salcerella (Lythrum salicaria). Nella zona sommersa si trovano invece la canna palustre (Phragmites australis) e la mazza sorda (Typha latifolia), ed aI centro dello stagno la ninfea (Nymphaea alba) e il nannufero dai fiori gialli (Nuphar lutea).
ALTRE INFORMAZIONI: alla cassa, e durante le visite guidate aI giardino

Testi e immagini: “Curiosi di natura” soc. coop.

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