Angeli e demoni a Villa de Claricini

Rowland Kuhmo e Maja Bogdanovic in angeli e demoni

Rowland Kuhmo e Maja Bogdanovic

“Contrasti – Angeli e demoni”, da giovedì a domenica il cuore del festival dell’Associazione musicale Gaggia

Tre imperdibili concerti, a villa de Claricini, evocheranno le vette del sublime, in ideale contrapposizione all’abominevole pratica della tortura

Tra giovedì 6 e domenica 9 dicembre il festival “Contrasti. Angeli e demoni, il limite e il sublime”, curato dall’associazione musicale Sergio Gaggia di Cividale, vivrà la sezione centrale e fondamentale, il fulcro della proposta culturale declinata dal pianista Andrea Rucli, presidente del sodalizio, e dai suoi collaboratori. Primo dei tre appuntamenti in calendario sarà, giovedì 6 dicembre, un concerto a villa de Claricini, a Bottenicco di Moimacco (inizio alle 20.30 e ingresso a pagamento, al costo di 10 euro o di 8 per i soci della Gaggia e gli studenti del Conservatorio). “Il Sacro, il Sublime e l’Ineffabile” è il titolo dell’evento, che prevede un’introduzione del musicologo Umberto Berti sul Quatuor puor la fin du Temps,capolavoro mistico di Olivier Messiaen. Sul palco il violinista Daniel Rowland, Maja Bogdanovic, al violoncello, Andrea Rucli, al pianoforte e, per la prima volta a Cividale, l’attuale primo clarinetto dell’orchestra della Scala di Milano, Stefano Cardo. «Vi sono composizioni – anticipa Berti, in relazione al Quatuor – che sfuggono, per natura e complessità, alle categorie, alla catalogazione per generi: il Quatuor di Messiaen è una di esse. Appartiene solo per organico alla cosiddetta musica da camera ma non ne condivide la finalità d’intrattenimento originaria, sottraendosi in parte anche a quella più recente, laboratoriale e sperimentale. Il Quatuor s’inserisce nell’ambito del sacro per gli intenti compositivi, nel campo della testimonianza storica per il contesto in cui è nato; si avvicina alla filosofia per la riflessione sul tempo e realizza una delle finalità primarie della musica: procedere, cioè, sulla strada della comunicazione oltre i limiti della parola, esprimendo l’ineffabile in una tensione verso il limite massimo delle facoltà comunicative, ovvero verso il sublime. Quest’opera è un unicum, un condensato di significati e simboli che traccia icasticamente la tensione verso l’assoluto, in antitesi con la contingenza che lo ha generato, tra i recessi più truci del Novecento». Anche i due concerti successivi contengono celebri brani che toccano le vette del sublime, creando un estremo contrasto rispetto all’abominevole pratica della tortura. Nella serata dal titolo “L’ultimo Mozart: dal geniale all’inaudito”(sabato 8 dicembre, a villa de Claricini, alle 18) sarà eseguito il quintetto mozartiano per clarinetto e archi k 581. La notissima pagina sarà contrapposta al quartetto K493, brano geniale che non contiene la cifra dell’ineffabile, universalmente riconosciuta al quintetto. Ancora il sublime in musica domenica 9 dicembre (a villa de Claricini, alle 18), con il quartetto per archi “La morte e la fanciulla” di Schubert, brano centrale del concerto “Contrasti alati“. Il programma sarà completato da brani di Bartok,Golijov, Satie, Prokofiev. Gli archi di livello internazionale Soo-Hyun Park e Vladimir Mendelssohn si uniranno, in entrambi gli appuntamenti, agli altri musicisti sopra citati.

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