L’Albania guarda al futuro – in progetto centrale galleggiante a energia solare

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L’azienda elettrica statale albanese KESH è intenzionata a costruire la prima centrale galleggiante ad energia solare del paese sulla cascata del fiume Drin, dove si generano circa i due-terzi dell’elettricità del paese grazie a tre centrali idroelettriche costruite negli anni ’70 e ’80.

L’ambizioso progetto diversificherà l’attuale generazione di elettricità (interamente idroelettrica) del paese attraverso una nuova tecnologia che ha rivoluzionato l’energia rinnovabile nell’ultimo decennio. Il produttore di energia statale ha affermato che l’impianto galleggiante sarà di 118.000 metri-quadrati e che sarà più efficiente nella produzione di energia rispetto ai pannelli solari terrestri; KESH, tuttavia, non ha fornito dettagli sui costi, i finanziamenti e i tempi per il completamento dell’ambizioso progetto.

“I pannelli solari galleggianti sono in uso da poco più di un decennio. Hanno diversi vantaggi; non occupano nessuno spazio prezioso a terra e l’effetto di raffreddamento dell’acqua li rende più efficienti. Possono anche aiutare a mitigare l’evaporazione dell’acqua intercettando la luce solare prima che colpisca la superficie di un giacimento.” – afferma il Forum economico mondiale (The World Economic Forum).

Grazie alla favorevole posizione geografica del paese, l’Albania è avvantaggiata nella produzione di energia solare ma non ha ancora impianti di questo tipo. Tuttavia, i pannelli solari vengono sempre più utilizzati dalle famiglie e dalle imprese per soddisfare parte delle proprie esigenze e ridurre il consumo di elettricità.

Con la produzione di elettricità domestica interamente dipendente dall’elettricità, l’Albania ha un grande potenziale inutilizzato di energia eolica e solare che può essere economicamente vantaggiosa. Per questo, nel tentativo di diversificare la produzione di elettricità, il governo albanese offre incentivi ai piccoli produttori di energia solare.

L’azienda KESH gestita dallo stato possiede anche una nuova centrale a Valona, nel Sud dell’Albania, la quale non è stata resa operativa a causa dei costi elevati e problemi di carburante nel suo sistema di raffreddamento. La costruzione del gasdotto trans-Adriatico potrebbe renderlo operativo a costi inferiori dopo il 2020. (da www.albanianews.it)

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