Il Blind Cafè del Rittmeyer nel libro dell’OMS presentato in Svezia

Blind Cafè

C’è anche l’esperienza del Blind Cafè dell’Istituto Rittmeyer di Trieste nel libro dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, dal titolo “Le linee guida sulla salute per le Persone anziane sono linee guida sulla salute per tutti: l’esperienza del Friuli Venezia Giulia”, presentato il 10 giugno a Goteborg in Svezia. “Il libro è una sintesi della complessità delle azioni in merito ai progetti di sviluppo di autonomia e buona prassi, non solo per le persone anziane, ma per tutti.- afferma Gianna Zamaro del Focal Point Tecnico per il Friuli Venezia Giulia nell’ ambito della rete regionale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.- “Si tratta della fotografia di vent’anni di lavoro: uno screening dell’invecchiare sostenibile, in una terra di solidarietà. Sono rimasta molto colpita dall’esempio dato dal Blind Cafe’ dell’Istituto Rittmeyer, una realtà che si occupa di Persone con Disabilità e di chi è più avanti negli anni, con progetti concreti di autonomia sostenibile.”

Il Blind Cafè nasce nel 2014, a seguito di corsi sostenuti da alcuni studenti dell’istituto che introducevano all’attività di barista. Oggi è un’attività in piena regola, con orari precisi e apertura nell’arco della settimana, dal lunedì al venerdì, la mattina e il pomeriggio. In più, è stato da poco inaugurato lo spazio con i tavolini all’aperto, che rimarrà aperto durante la bella stagione, nella splendida cornice dei giardini del Rittmeyer. Un’iniziativa di pregio, come conferma la Direzione dell’Istituto, nata e cresciuta grazie al prezioso supporto dell’ Università del Caffè della Illy: il Blind Cafè è coordinato da due signore in borsa lavoro, una non vedente ed una fortemente ipovedente. Questa attività si pone come il fulcro della comunità dell’Istituto di Barcola, un vero e proprio fiore all’occhiello, esempio concreto di sviluppo di un progetto per l’autonomia delle persone non vedenti. Grande soddisfazione viene espressa dal Presidente dell’Istituto, Hubert Perfler . “L’esperienza del Blind Cafè è nata per dimostrare che una persona, pur non vedendo, con i dovuti accorgimenti, è in grado di affrontare nella sua quotidianità, la maggior parte delle attività lavorative, più di quanto non si creda. In particolare, l’attività del bar è portata avanti grazie ad una modifica apportata alla macchina del caffè, per permettere alla Persona con Disabilità visiva, di muoversi e agire con la stessa rapidità di una persona senza disabilità. Questo, in un quadro in cui, specialmente oggi- conclude Perfler- si va verso la direzione di adattare gran parte dei mestieri, alle esigenze di ognuno, in un percorso di sviluppo della propria autonomia e realizzazione personale.”

Roberta Vlahov

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