Teatro Miela dal 19 al 24 marzo

lunedì 19 e martedì 20 marzo 2018, ore 20.30 ridottino

ON/OFF

LA MARIA FARRAR

di Manlio Marinelli
con Sara Alzetta
produzione Bonawentura

A Maria Farrar, infanticida rinchiusa in carcere e che per il suo crimine viene uccisa dalle altre detenute, Bertolt Brecht dedica una delle sue poesie più belle.
Manlio Marinelli, giovane autore palermitano di stanza a Torino, apre il racconto che ne fa Brecht reinterpretandolo in senso mediterraneo, barocco. Maria Farrar è una ragazza del proletariato torinese della prima emigrazione meridionale e nel suo universo ristretto il prete è veneto,  la “più baffuta delle sorelle suore del pio albergo” è meridionale come lei, le appare una Madonna modenese mentre un sorcio le parla in romanesco. Nella sua triste storia incontrerà anche uno psichiatra di Milano e un politico dalla fiera identità padana. Uno spettacolo divertente e terribile al tempo stesso.

organizzazione: Bonawentura

Ingresso € 10,00, ridotto soci Bonawentura e under 26 € 8,00. Prevendita c/o biglietteria del teatro (tel. 0403477672)tutti i giorni dalle 17.00 alle 19.00.  www.vivaticket.it

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lunedì 19 marzo 2018, ore 18.30 sala grande

PINK ITALIAN POWER Il Cinema in rosa

Gli Sdraiati Claudio Bisio Teatro Miela Trieste

GLI SDRAIATI

di Francesca Archibugi; con Claudio Bisio, Gaddo Bacchini, Cochi Ponzoni, Antonia Truppo, Gigio Alberti
Italia, 2017, 103’

È un cinema gentile, quello di Francesca Archibugi. Gentile e delicato. Pieno di sfumature, piccoli cenni, note ai margini, fili per tenere, per lasciare, per mettere insieme. Legare senza nodi i trasalimenti e le fragili esperienze su cui tutti ci addestriamo a vivere. Per molte ragioni, ma soprattutto per questa è l’autrice più indicata a mettere in immagini l’imperdibile libro di Michele Serra (“Gli sdraiati”), testimonianza singolare di un padre davanti all’enigma del figlio. E l’enigma inquieta Giorgio dentro un film orizzontale che riflette sullo smarrimento di ogni senso di verticalità e ritrova lo scarto simbolico che distingue i figli dai genitori. Liberamente ispirato al ‘romanzo’ omonimo di Michele Serra, che esprime un solo punto di vista, Gli sdraiati concede la replica alla generazione ‘stesa sul divano’.

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martedì 20 marzo 2018, dalle 18.30 sala grande

PINK ITALIAN POWER Il Cinema in rosa

TUTTE LE ANIME DEL MIO CORPO e IL VIAGGIO DI CATERINA

TUTTE LE ANIME DEL MIO CORPO
di Erika Rossi
Italia, 2016,  63’
Film sul romanzo biografico di Maria Antonietta Moro. Dopo la morte della madre, una donna ritrova il suo diario scritto durante la seconda guerra mondiale: siamo in Friuli, negli anni tragici tra il 1943-1945, una giovane donna entra nella Resistenza e partecipa prima alle attività dei gruppi antifascisti jugoslavi nel goriziano e poi a quelle italiane. Durante i lunghi mesi prima della fine della guerra, costretta a nascondersi, scrive un diario di cui nessuno finora conosceva l’esistenza. Accompagnano il diario alcune lettere scambiate dall’autrice con il comandante partigiano Ardito Fornasir, “Ario”, medaglia d’argento della Resistenza, che dopo la fine della guerra diverrà suo marito. Sono lettere in cui motivi personali, politici e militari si intrecciano in una sintesi efficace.

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IL VIAGGIO DI CATERINA
di Sabrina Morena e Franco Però; con Omero Antonutti, Paolo Fagiolo, Lara Komar, Helena Husu
Italia, 2015, 32’
Il documentario, ispirato all’omonimo spettacolo realizzato nel 2011 e liberamente tratto da Il Baule di Giovanna di Diana de Rosa, ripercorre la storia di Caterina Bainat, una giovane di Cormons che nella Trieste di fine ‘800 viene accusata di infanticidio. Caterina Bainat appartiene a un universo di persone di basso ceto, pronte a impegnarsi nei lavori più umili per vivere e migliorare la loro condizione sociale, attratte dalle prospettive che la grande e ricca Trieste potevano offrire. Il documentario Il viaggio di Caterina propone uno spaccato della storia delle donne a Trieste e nella regione: donne che vivono di stenti e cercano di sopravvivere nella Trieste borghese del tempo.

organizzazione: Bonawentura

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giovedì 22 marzo 2018, ore 20.30

ON/OFF

GRAMSCI  Antonio detto Nino

di Francesco Niccolini e Fabrizio Saccomanno
con Fabrizio Saccomanno
collaborazione artistica Fabrizio Pugliese
consulenza scientifica Maria Luisa Righi, Fondazione Gramsci
produzione URA Teatro
con la collaborazione di Carcere di Turi (Bari), Festival Collinarea (Lari), L’arboreto – Teatro Dimora di Mondaino, I cantieri dell’Immaginario – L’Aquila, Thalassia – Residenza Memoria migrante di Mesagne

“…ero un combattente che non ha avuto fortuna nella lotta immediata, e i combattenti non possono e non devono essere compianti, quando essi hanno lottato non perché costretti, ma perché così hanno essi stessi voluto consapevolmente.” Antonio Gramsci

Gramsci Antonio detto Nino racconta frammenti della vita di uno degli uomini più preziosi del Novecento.
Vita assolutamente privata: sullo sfondo, e solo sullo sfondo, il tormentoso rapporto con il PCI e l’internazionale socialista, le incomprensioni con Togliatti e Stalin. E l’ombra di Benito Mussolini.
In primo piano invece la feroce sofferenza di un uomo che il fascismo vuole spezzare scientificamente, che vive una disperata solitudine, e in dieci anni di prigionia, giorno dopo giorno, si spegne nel dolore e nell’assenza delle persone che ama: la moglie Julka, i figli Delio e Giuliano. Il primo lo ha visto piccolissimo, il secondo non lo ha nemmeno mai conosciuto.
Proprio le bellissime lettere ai suoi figli sono state il punto di partenza: tenerissime epistole a Delio e Giuliano, ai quali Gramsci scrive senza mai nominare il carcere e la sua condizioni fisica e psichica, dando il meglio di sé come uomo genitore e pedagogo. Ma accanto a queste, le lettere di un figlio devoto a una madre anziana che lo aspetta in Sardegna e non capisce. Le lettere di un fratello. Di un marito.
Il corpus delle lettere di Antonio Gramsci ai familiari è un capolavoro di umanità, etica, onestà spirituale e sofferenza, un romanzo nel romanzo, che apre a pensieri, dubbi, misteri che raccontare in teatro è avventura sorprendente.

PREMIO DELLA CRITICA ERMOCOLLE 2017 – XVI Palio Poetico Teatrale Musicale

organizzazione: Bonawentura

Ingresso € 12,00, ridotto soci Bonawentura e under 26 € 10,00. Prevendita c/o biglietteria del teatro (tel. 0403477672) tutti i giorni dalle 17.00 alle 19.00.  www.vivaticket.it

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venerdì 23 marzo 2018, ore 21.30

Miela Music-Live

CHASSOL
Big Sun

Un talento carismatico unico e difficilmente classificabile. Le sue composizioni sono veri e propri panorami di culture in cui immergersi, tra voci, musiche, suoni e immagini che lo stesso artista definisce “armonizzazioni della realtà”.
Che si tratti di un viaggio in India, di una passeggiata nei quartieri di New Orleans o nelle isole caraibiche, il musicista francese parte da questo per costruire l’impalcatura della sua musica.
Pianista, compositore, arrangiatore e direttore musicale per artisti icone electro-pop come Phoenix e Sebastien Tellier, nonché collaboratore per il producer americano Frank Ocean, è stato per anni il miglior segreto nascosto della scena musicale parigina, ed  ora è la nuova stella della musica francese.
Di lui si sono innamorati artisticamente personaggi del calibro di Laurie Anderson, Terry Riley e Gilles Peterson che lo hanno promosso a più non posso negli ultimi tempi.
L’inventore di un genere, o meglio di una modalità compositiva, che deriva dal suo amore per il cinema e per la musica da film e che negli ultimi anni lo ha fatto conoscere parecchio e gli sta dando diverse soddisfazioni: l’ultra-score. In pratica tramite il montaggio audio-visivo di immagini, spezzoni di film o riprese di eventi dal vivo, costruisce un’ideale colonna sonora per ciò che ha montato.
Come è facilmente immaginabile la nascita di una piattaforma come Youtube, fonte inesauribile e gratuita di materiale audio-visivo, è stata per lui fondamentale.
Nascono così progetti come “Indiamore” e l’ultimo “Big Sun” (i più recenti e riusciti) che fondono immagini meravigliose con le composizioni a cavallo fra classica e jazz del nostro, con un risultato impossibile da descrivere a parole, cosa che infatti Chassol evita di fare lasciando parlare la musica: “Se dovessi descrivere la mia musica a chi non la conosce partirei dai miei ascolti: adoro le colonne sonore, la musica orchestrale e la classica “strana”, così come Miles Davis, Frank Zappa ed Ennio Morricone. Dato che siamo nel 2017 poi è tecnologicamente possibile prendere dei video ed editarli creando suoni che vanno a comporre una nuova colonna sonora per ciò che viene fuori dall’editing del video. Poi la musica che esce è Jazz, Rock, musica classica contemporanea, hip-hop, roba che ricorda Marvin Gaye.”
Stiamo quindi parlando di arte, non di musica. Questo perché ciò che Chassol ci regala è un’esperienza artistica a tutto tondo, una gioia per le orecchie e per gli occhi, è il creare un ponte fra diversi mondi e restituirceli tutti arricchiti l’uno dall’altro in un matrimonio artistico fra i più felici che ci sia capitato di ascoltare.

Sul palco Chassol è accompagnato da Mathieu Edouard  alla batteria.

organizzazione: Bonawentura

Ingresso € 18,00, ridotto soci Bonawentura e under 26 € 15,00. Prevendita c/o biglietteria del teatro (tel. 0403477672) tutti i giorni dalle 17.00 alle 19.00.  www.vivaticket.it

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