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Università di Trieste: nuovo nanomateriale per sostenibile produzione di acqua ossigenata

nanomateriale acqua ossigenata

Nel numero di gennaio, la prestigiosa rivista scientifica Chem ha pubblicato un articolo che ha visto la collaborazione tra i gruppi di ricerca del prof. Maurizio Prato (Università di Trieste, CIC biomaGUNE di San Sebastian e del Consorzio INSTM), del prof. Paolo Fornasiero (Università di Trieste, ICCOM-CNR e di INSTM), della Dott.ssa Silvia Marchesan (Università di Trieste) del Dr. Francesco Vizza (ICCOM-CNR di Firenze) e della Dr.ssa Lucia Nasi (CNR-IMEM di Parma).

Il lavoro prende in esame un materiale nanometrico carbonioso (e senza presenza di componenti metalliche) come catalizzatore elettrochimico per l’efficiente produzione di acqua ossigenata a partire da ossigeno e acqua. L’acqua ossigenata riveste un ruolo industriale primario, soprattutto per le industrie tessili e della carta, usato come sbiancante. Altri utilizzi dell’acqua ossigenata riguardano il campo medico, dove viene usata come disinfettante per ferite, e quello di molti detergenti, dove costituisce un importante ingrediente. Visto il costo e l’alto impatto ecologico dell’attuale metodo per la produzione industriale di acqua ossigenata, questa strategia alternativa indica una strada enormemente più sostenibile, favorendo così una produzione ancora più massiccia di questo composto chimico, che potrebbe essere usato come prodotto sostitutivo in grado di garantire acque più pulite e nello stesso tempo essere il disinfettante di riferimento per cliniche ed ospedali in paesi economicamente più svantaggiati.

L’articolo è accessibile dal sito di cell.com: http://www.cell.com/chem/fulltext/S2451-9294(17)30441-2

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