Compagnia Bolero presenta Bagliori d’Avanspettacolo – vita morte e miracoli di una compagnia di guitti

Compagnia Bolero Bagliori d'Avanspettacolo locandina

COMPAGNIA BOLERO

presenta

Bagliori d’Avanspettacolo – vita morte e miracoli di una compagnia di guitti

scritto e diretto da Patrizia Masi

Teatro Silvio Pellico

via Gregorio Ananian 5 Trieste 

venerdì  22 e sabato 23 dicembre 2017    ore 21

Debutta il 22 dicembre al CineTeatro Silvio Pellico di Trieste “Bagliori di Avanspettacolo, vita morte e miracoli d’una compagnia di guitti”, scritto e diretto da Patrizia Masi.

In scena, fino al 23 dicembre, Patrizia Masi, Antonia Petrangeli, Antonella Cappucci, Maddalena Fierro,

Lello Somma, Mauro Bassano, Monica Ferzi, Anna Valentino, Simona Dascalu.

Orchestrina Ariosa Gran Bazaar diretta da Vincenzo de Filippo (Pianoforte e Voce) con Luca Cipriano (Clarinetti), Andrea Filippucci (Chitarra ed Elettronica), Giuseppe Condò (Batteria), Mauro Bassano (Organetto, Zampogna)

La storia grottesca di un’onorata compagnia di guitti, in bilico tra lo scoppio della Seconda guerra mondiale e la Liberazione. Lo squarcio di un’epoca, vissuta attraverso i ricordi di una capocomica, che sopravvive all’oblio, ripercorrendo gli anni dell’Avanspettacolo, dei mille stratagemmi per sopravvivere, per procurarsi una scrittura, per coltivare una speranza. Un periodo in cui gli artisti dovevano inventarsi, e mangiare era il raggiungimento del sogno, non nei momenti di fame, ma di voglia di vita. Sacerdotessa di una funzione che non ha più proseliti, ma che è la chiave per assicurarsi l’eternità, la Capocomica fantastica un nuovo debutto, farnetica il successo nell’assoluta mancanza di tutto. Immagina e la realtà è redenta. Arrivano alla spicciolata donnine e gaglioffi di primo pelo, artisti decaduti e orchestrali. Una mostruosa accozzaglia di generi. La monnezza del primo dell’anno. “Ce la faremo, tanto più se ci danno per spacciati. Noi artisti siamo maestri nell’arte di arrangiarci”. Di questa proditoria certezza ci vanno a nozze, per esperienza, per una leggendaria vocazione al sacro “puttanesimo”. In effetti, è sempre stato il distintivo del nostro spirito nazionale l’arte di arrangiarsi, che descrive la capacità innovativa e creativa dell’essere artisti. Una metafora dell’Avanspettacolo, cuore pulsante di segreti, miracoli, sogni semplici di quegli anni sgualciti dalla guerra. Cosce-coscione-bambinone, ammiccamenti, promesse audaci, fischi, pernacchie, piume-belletti-sgambetti, reggicalze-reggiseni, a’reggeme-che-casco, saltarelli e swing nostrano. Uno spaccato dei teatrini di provincia degli Anni 40: le scalcinate rappresentazioni, le stazioni, la fame, i torpedoni, il fuggi-fuggi generale, la guerra, che non riuscì mai ad abbattere i sogni di gloria e quella indistruttibile realtà di cartapesta.

Sound & Light Engineering, Pasquale Citera / Scenografia, Cristina Costantini / Costumi, Juliette Bercham / Acconciature, Cocolemocò / Video, Renato Mariani / Assistente di Produzione, Antonia Petrangeli / Aiuto Regia, Maddalena Fierro / Relazioni Esterne, Ambra Di Lazzaro / Direttore di Produzione, Vincenzo Lupi /

Biglietti 15 euro | ridotto 12 euro

  • 🎫 PREVENDITA A TRIESTE
        PRESSO TICKET POINT A CORSO ITALIA 6/C
  •   Tel.: 040.3498277  🎫  posti a sedere nunerati

Tel. Bolero 06.87247815 – 335.5324774 – 348.4096761 – 338.8626261 | pagina FB Bagliori d’Avanspettacolo email noidibolero@hotmail.com sito http://noidibolero.wix.com//noidibolero


Compagnia Bolero

Sarabanda di suoni, amara di amarezze, confusa di baci e di dolcezze. Girandola di illusioni e sogni che dipingono il tetro fondale della guerra. Una piccola compagnia di giro in teatri fatiscenti, copioni arrangiati, artisti inventati, disperati, scalcinati come i muri fatiscenti delle camerette di provincia d’infimo ordine, che li accolgono alla fine di ogni spettacolino.
1938-1943: Fame, polvere di stelle, cimici, piattole, lustrini e bombe.
Una storia fatta di tante piccole storie. Storie di risulta, stropicciate, di periferia, ma che fioriscono al primo sole.
Un racconto strapaesano ma pungente. Un’Italia piccola, che cerca di risollevarsi dalla guerra con un’incredibile vitalità. Nella rappresentazione emerge l’aspetto miserabile di una delle tante compagnie di quel tempo. Attori affamati che si disputano le piazze, che immaginano di consumare i rari ed occasionali pasti; interpreti zoppicanti, soubrettine sprovvedute che tentano la scalata al mondo dello spettacolo.. Creature allo sbando, accarezzate dall’ardore che consuma la pena, seguite a vista da una capocomica che li guarda con tenero sarcasmo .
Una realtà cruda, una guerra ignobile, lontana, appena percepita dalle tavole dei palcoscenici.
Stelline appassite … un po’ fané, Eccentriche délabré, Macchiettisti annuvolé, Capocomiche scalcagné, improbabili Viveurs, emaciati seduttor.
Cocottes, contorsionisti, Maghi, equilibristi, Musicisti esclusivisti: questi gli Artisti!
E un unico protagonista incontrastato: il Pubblico!

Onore all’Avanspettacolo, che è un miracolo di Teatro, l’Illusione delle illusioni, dove tutto s’inventa e niente c’è: la vera prova del teatro per il teatro!

Patrizia Masi

 

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