Fogar, Circolo Miani: “indire subito un referendum per il TLT”

Territorio Libero di Trieste TLT

Riceviamo il seguente comunicato, che riportiamo integralmente:

“Poiché storicamente, a lustri alternati, a Trieste rispunta, come un fiume carsico, la questione del Territorio Libero, perché non fare un Referendum consultivo, l’unico che sia fattibile, dove chiamare i triestini (da Duino a Muggia) per ora, a pronunciarsi?
Facciamo un esempio, un coordinamento terzo, formato da associazioni (il Circolo Miani è disponibile) e persone organizza una cinquantina di “seggi volanti” fuori dalle scuole ed istituti dove sono posizionati i seggi nella nostra provincia (mediamente tre, cinque, dieci per edificio).
Ai seggi volanti aperti per l’esatto orario di quegli ufficiali possono esprimere il loro parere solo i cittadini muniti di tessera elettorale e documento di identità che attestano la loro iscrizione nelle liste dei seggi ubicati in quella determinata scuola.
Lo spoglio inizia subito dopo la chiusura del voto magari portando le urne sigillate in una sede (anche quella del Circolo Miani può andare).
Tutto sta decidere in concomitanza con quale delle due prossime elezioni (politiche a marzo, regionali a maggio) realizzare il Referendum consultivo, e, ovviamente, preparare il semplice materiale necessario, volontari compresi (massimo 200 persone), per realizzarlo.
Il quesito referendario, un elementare Si o No, andrebbe pubblicizzato per tempo onde permettere ai fautori delle tesi opposte una adeguata campagna di promozione informativa, che ovviamente ai seggi volanti non sarebbe permessa in alcun modo.
Alla fine avremmo per lo meno il polso dell’opinione prevalente almeno tra i triestini e certo, per quanto consultiva, sarebbe arduo per la politica e le istituzioni locali non tenerne conto.
Altrimenti a forza di Tribunali e dispute legali, europee e internazionali, i nostri nipoti saranno ancora qui a parlarne, a dividersi e litigare. Sempre che Trieste esista ancora.”

Circolo Miani – Trieste

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1 Response

  1. Massimiliano ha detto:

    Chi parla di referendum oggi (quando invece non è stato fatto nell’immediato dopoguerra), ben sapendo che l’Italia ha avuto 70 anni di tempo per sostituire gli autoctoni con altrettanti italici residenti, lo fa con la palese intenzione di continuare a nascondere la verità e per avere una scusa artificiosa per avvalorare tale comportamento!
    Unica alternativa valida sarebbe quella di far votare SOLO ed ESCUSIVAMENTE i “cittadini” del Territorio Libero (quelli residenti in queste zone a giugno del 1940 e loro discendenti) e non i semplici “residenti” giunti qui solo a stemperare una volontà popolare già riconosciuta dal Trattato di pace del 1947