Trieste, Fincantieri: la Cina fa paura all’industria navalmeccanica europea

operai navalmeccanici

Trieste – La Cina fa davvero paura all’industria navalmeccanica europea, come sostengono i francesi per arginare lo sbarco di Fincantieri a Saint-Nazaire? La realtà sembra essere un po’ diversa da quella raccontata da Parigi. Se è vero, infatti, che Fincantieri ha siglato un accordo di collaborazione con i cinesi di Cssc per realizzare navi da crociera in Asia, c’è un’altra storia, tutta europea, che dimostra come i timori francesi non siano del tutto fondati.

Costruire una moderna nave da crociera, si sa, è un’impresa difficile. La pioggia di commesse ha fatto registrare il sold out in tutti i tre grandi gruppi europei specializzati in questo genere di costruzioni: in questo scenario Genting Hong Kong, maggior operatore cinese del settore, ha deciso di far da sé. Invece di cercare di realizzare le proprie navi in Cina, cosa che richiederà ancora del tempo senza aiuti esterni, ha scelto d’investire in Europa dove quel know how dovrebbe essere già presente. Così è nata l’operazione che ha portato all’acquisizione, lo scorso anno, dei 3 cantieri tedeschi del gruppo Nordic Yards, ribattezzati poi Mv Werften.

Successivamente è iniziata la caccia a manager con comprovata esperienza nel settore, in grado di riorganizzare i tre siti con la nuova mission produttiva: riuscire a costruire, una volta entrati a pieno regime, due navi da crociera new panamax ed una panamax all’anno. Il gruppo dovrebbe essere in grado di realizzare tutte le unità per i marchi di Ghk, cioè Star Cruises, Crystal e Dream Cruises (che per le sue due prime navi ha scelto però Meyer Werft). Sono seguiti gli annunci di nuovi progetti come la gigantesca “Global class” per Star Cruises da 204.000 tsl e una nuova classe di navi da 100.000 tsl per Crystal. Dopo diversi rinvii, di quest’ultima si son perse le tracce, mentre le due navi di Star sono state più volte posticipate con la consegna del prototipo attualmente fissata per il 2021; nel frattempo è proseguita solo l’attività sui battelli fluviali per Crystal.

Ora finalmente si può sapere di più su come sarà organizzata l’attività produttiva del nuovo gruppo. Il centro direzionale è stato fissato a Wismar, e proprio qui saranno assemblati i giganti di Star Cruises: 560.000 mq di superficie, bacino coperto 340 x 67 metri con una gru a cavalletto da 1.000 tonnellate di portata sono i “numeri” del cantiere, che sarà affiancato in questa importante commessa dallo stabilimento di Rostock. In riva al Warnow saranno realizzati i circa 80 blocchi di scafo che verranno poi trasportati via mare all’altro cantiere. Per potenziare la sua capacità produttiva, è stata posata nei giorni scorsi la prima pietra di un nuovo capannone che ospiterà la nuova linea pannelli e di montaggio delle sezioni (valore dell’investimento di 80 milioni di euro). Questo sito è quello più grande dei tre con circa 850.000 mq (come il cantiere di Monfalcone), mentre il più piccolo è quello di Stralsund con “solo” 340.000 mq. Qui è invece in produzione il prototipo della classe “Endeavor”, uno yatch per spedizioni polari che sarà destinato a Crystal. Per realizzare questi ambizioni progetti è in pieno svolgimento la campagna di rafforzamento del personale. Finora sono state assunte 250 persone, che hanno portato la forza lavoro del gruppo a circa 1.500 uomini. L’obiettivo è di raddoppiare la forza lavoro diretta entro il 2021, anno di consegna della prima “Global class”, a cui andranno aggiunti altri 3.000 dipendenti dell’indotto. Una manna dal cielo per l’occupazione del land Meclemburgo-Pomerania Inferiore. (www.themeditelegraph.com)

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