Decreto ministeriale sul Porto franco a Trieste, si gioca il futuro della città

Trieste 25 luglio 2017

Riceviamo il seguente comunicato, che riportiamo integralmente:

Trieste città Porto.

Lo abbiamo scritto da anni ma ora l’occasione si presenta concreta e fattibile.
Dopo il decreto ministeriale che, va riconosciuto, è frutto del lavoro soprattutto della Presidente della Regione e del Presidente dell’Autorità Portuale per l’Alto Adriatico, siamo alla riprova dei fatti.
Ora la storia ed il futuro di Trieste e del suo territorio sono nelle nostre mani.
Per questo vanno superati tutti i distinguo possibili da parte di chi sogna e si batte, ad esempio, per l’autonomia totale del nostro territorio richiamandosi ai trattati del post secondo dopoguerra.
Pur e proprio tenendo conto che il punto di forza del nuovo Decreto ministeriale è l’allegato Ottavo di quei trattati.
Che siano i fatti, la realtà a superare i formalismi.
Sappiamo che in questa città, in Italia, in Europa ci sono forti interessi affinchè il Porto, soprattutto questa idea di porto, non decolli. La Ferriera, la volontà di mantenere in piedi una fabbrica decotta e che lavora in perdita, ma che occupa la zona strategicamente più importante per lo sviluppo della logistica portuale, ne è un esempio purtroppo ancora vivente.
Ecco perché l’azione del Presidente dell’Autorità portuale va supportata strettamente e vanno valorizzati i poteri, mai avuti prima, per esempio di designare nuovi Punti Franchi, che il Decreto gli assegna.
Non sarà un’impresa facile ma su questa, sulle migliaia e migliaia di nuove assunzioni di lavoratori, sugli investimenti internazionali in arrivo, si gioca letteralmente il futuro di Trieste.
Un futuro finalmente pulito, dignitoso e sicuro per cui val bene la pena di lottare e credere.

Circolo Miani Trieste

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