Alla Sissa di Trieste si studia il polpastrello bionico

Il polpastrello bionico impara a dialogare meglio col cervello per generare percezioni tattili più realistiche

polpastrello bionico Sissa Trieste

Il polpastrello bionico «nostrano» impara a dialogare meglio con il cervello, per fornirgli tutte le informazioni necessarie a generare percezioni tattili sempre più realistiche. Lo fa nei laboratori della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (Sissa) di Trieste, dove i neuroscienziati cercano di perfezionare la trasduzione dei segnali nervosi studiando le percezioni che i roditori hanno attraverso le vibrazioni dei loro baffi.
“I baffi del ratto sono dei trasduttori di segnale proprio come i nostri polpastrelli: condividono gli stessi meccanismi, anche se svolgono la loro funzione con modalità diverse”, spiegano Fabrizio Manzino e Stefano Parusso, consulenti tecnici del Laboratorio di percezione tattile e apprendimento guidato da Mathew E. Diamond alla Sissa.

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