Pipì nei vicoli, a Genova costa 20 volte più di Trieste

pipì nei vicoli

A Trieste c’è chi si lamenta per le multe considerate esagerate, per chi, debole di vescica, decide di espletare le funzioni fisiologiche nelle strade del centro. In effetti 500 Euro sono una bella cifra, che costituisce un deterrente per chi non si trova ancora allo stato “animale”. Fino a qualche anno fa, complice la disinformazione o il fatalismo, il Comune riempiva quasi giornalmente le sue casse con i proventi delle sanzioni. Le zone più gettonate sono i vicoli di città vecchia e le zone limitrofe alle rive, dove pullulano i locali più festaioli.

Ma i 500 Euro di Trieste sono nulla confronto le sanzioni applicate a Genova per i simili contravventori. Da una fresca notizia apprendiamo:

“Multa da 10 mila euro ad un ragazzo di 19 anni genovese sorpreso a fare pipì in un vicolo del centro storico di Genova. Il ragazzo è stato sorpreso dai carabinieri in vico Lavezzi. “Ero in compagnia di amici con cui avevo bevuto un paio di birre – racconta lo studente – dopo mi sono fermato per fare pipì. Mi scappava e non c’erano più locali aperti”. I militari vedono il giovane urinare, lo bloccano, gli contestano il reato di atti contrari alla pubblica decenza e gli anticipano che sarà multato. Marco torna a casa, racconta l’accaduto al padre e quando arriva il verbale l’uomo dice: “Mai ci saremmo immaginati una cifra così alta. Ho riletto tre volte il verbale”. Dall’inizio del 2016 il reato di atti contrari alla pubblica decenza è stato depenalizzato e trasformato da denuncia penale in sanzione amministrativa. Per questo il legislatore ha alzato l’entità della multa. Il papà di Marco ha deciso di saldare il dovuto entro 60 giorni dalla consegna del verbale usufruendo dello sconto e pagando 3333 euro.”

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