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Giorno della Memoria, alla Sala Bartoli “La memoria e la scelta” con i ragazzi delle scuole di Trieste

Dal 25 al 28 gennaio alla Sala Bartoli La memoria e la scelta: quattro serate di letture, musica e video per celebrare il Giorno della Memoria con protagonisti alcuni studenti dei licei Carducci/Dante, Galilei, Oberdan, Petrarca.

il rossetti la memoria e la scelta

Fare del Giorno della Memoria non soltanto il momento in cui onorare e commemorare – com’è giusto e doveroso – le vittime dell’Olocausto ed i gesti di chi ha tentato di salvarle, ma rendere questo Giorno anche l’occasione per “seminare” spunti di conoscenza e di senso critico nelle coscienze di tutti, soprattutto dei giovani.
Con questa prospettiva il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia promuove nella settimana del 27 gennaio – ricorrenza internazionale del Giorno della Memoria – il progetto pilota La memoria e la scelta, curato dalla giornalista Paola Pini in collaborazione per la parte cinematografica con Daniele Terzoli e Gianluca Guerra, e realizzato dal Teatro Stabile stesso – in collaborazione con la Cappella Underground e il Servizio Pubblico di Mediateca – grazie al sostegno fondamentale dei licei Carducci/Dante, Galilei, Oberdan, Petrarca i cui studenti saranno i veri protagonisti del progetto.
Organizzata d’intesa con il Comune di Trieste, l’iniziativa dello Stabile va ad arricchire il programma d’iniziative legate al Giorno della Memoria in città.
La memoria e la scelta consiste in una serie di quattro serate – in programma dal 25 al 28 gennaio alle ore 21 alla Sala Bartoli – in cui si succederanno momenti musicali, letture di alcuni brani incentrati su temi e riflessioni attinenti alla Shoa e la trasmissione di alcuni spezzoni di film anch’essi declinati su questi temi.
I lettori saranno ragazzi dei licei che hanno appoggiato il progetto, sempre diversi nelle quattro serate ed anche i musicisti – che creeranno gli intermezzi in acustico, in diverse formazioni – varieranno ogni sera, provenienti dal liceo a indirizzo musicale Carducci.
Questa chiave, fresca e ricca di energia, rappresenta secondo i curatori un’opportunità in più per coinvolgere pubblico di tutte le fasce d’età e per fare del Giorno della Memoria – paradigma contemporaneo di tutte le memorie umane – non solo un monumento, ma anche un momento di confronto, ricco di induzioni e di senso, capace di farci sperare che – come indica la legge con cui è stata istituita questa ricorrenza a livello nazionale e internazionale – si conservi «(…)la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere».
E ciò appare oggi importantissimo, alla luce dei problemi della nostra contemporaneità: «Quella attuale non è soltanto una mondiale crisi economica; è anche una mondiale crisi etica e si esprime non soltanto nei complessi avvenimenti di portata epocale, ma anche nella nostra semplice quotidianità» commenta infatti la curatrice del progetto, Paola Pini. «Nel corso degli eventi che stanno al centro del Giorno della Memoria – continua – ci sono state persone che hanno scelto di opporsi a quel che stava avvenendo. Alcuni furono capaci di cogliere, inascoltati, i pericoli fin dai primi anni Trenta del Ventesimo Secolo, a volte anche prima del 1933, anno della presa del potere da parte di Hitler. La maggior parte invece sottovalutò il pericolo. Nella catastrofe che, partita dalla Germania nazista, giunse a colpire l’intera Umanità ci furono numerosi esempi di ribellione; tra questi, la rivolta del Ghetto di Varsavia nell’aprile-maggio 1943, che precedette di un anno abbondante quella che coinvolse l’intera capitale della Polonia. Allora, alcune persone, la maggior parte molto giovani (quasi tutti poco più che ventenni), decisero di reagire, convinti che fosse sbagliato subire passivamente l’ingiustizia, la violenza, l’assassinio. Alcuni di loro sopravvissero e seppero raccontare quel che avvenne. Ancor oggi sembra quasi impossibile che pochissimi, male armati, con aiuti esterni risibili, siano stati capaci di tener testa al potente esercito del Terzo Reich. Cosa ci hanno insegnato con la loro azione? Hanno saputo mostrarci una via, dettata dalla capacità di scegliere da che parte stare».
Ricordare, dunque, per saper scegliere da che parte stare: «Se è stato possibile allora, di fronte alla totale negazione della dignità umana indotta con una propaganda perversa e capillare, è possibile sempre».
Ci guideranno in questo significativo percorso le parole di autori quali Wlodek Goldkorn, Rosanna Turcinovich Giuricin, Marek Edelman: testimonianze toccanti e vivissime, brani profondamente coinvolgenti. E ci accompagneranno in questo viaggio immagini di film che fanno parte del nostro immaginario e il respiro di musiche emozionanti che andranno dall’immancabile Beautiful that way di Piovani all’Allelujah di Leonard Cohen, da Youcali di Kurt Weill alla Trio sonata in re maggiore di Quantz…
Nel progetto sono coinvolti in tutto una quarantina di ragazzi, di diverse classi dei quattro già citati licei: il progetto pilota La memoria e la scelta è concepito nell’ottica di essere ampliato – in future edizioni – in modo da coinvolgere anche altri ragazzi ed altre scuole.
La memoria e la scelta va in scena da mercoledì 25 a sabato 28 gennaio alle ore 21 alla Sala Bartoli del Politeama Rossetti: le serate saranno aperte a tutti gli interessati, che potranno provvedere ad acquistare i biglietti fin da sabato 21 gennaio, al prezzo di 3 euro, presso tutti i consueti punti vendita del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.

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