Il Gruppo78 va in Messico! S’inaugura la mostra ARTE/SCIENZA/BIOTECNOLOGIA

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MEX PRO – International NET
ARTE/SCIENZA/BIOTECNOLOGIA

Mostra Internazionale
Progetto ideato e curato da Maria Campitelli
Con la collaborazione di Giancarlo Pagliasso
Promozione del Gruppo78 in collaborazione con il MUSEO NACIONAL DE LA MASCARA di SAN LUIS POTOSI’
Il progetto rientra nell’ambito di NEXT, salone europeo della ricerca scientifica a Trieste/Italia ed è in collegamento con la società La Casa Totiana ed il progetto POETRONIC/ART

Inaugurazione : venerdì 9 dicembre, ore 19.30 al MUSEO NACIONALDE LA MASCARA, Sala Contmporane, Palacio MARTI’ – CENTRO HISTORICO, Av. Villerias, 2 – SAN LUIS POTOSI’,
La mostra resterà aperta fino al 29 gennaio 2017.

Il Progetto nasce da un’espansione internazionale conseguente a MEX PRO l’evento prodotto nel 2014 dal Gruppo78 insieme a forze culturali messicane, concentrato nella mostra “Messico circa 2000” che ha portato alle Scuderie del Castello di Miramare a Trieste 81 artisti messicani per la prima volta in Europa (transitati poi in Piemonte, in Danimarca a Copenhagen, in Francia a Parigi, i n Germania, a Berlino).
I contatti si sono estesi alla Slovenia, alla Svizzera, alla Norvegia, alla Grecia…per promuovere iniziative culturali fondate sull’arte contemporanea. Il progetto rientra dunque nell’idea di una co-progettazione internazionale in una rete di scambi che produca progetti comuni.
Il rapporto arte-scienza, che esiste da sempre, è scaturito proprio dalla conoscenza delle ricerche e degli esiti di artisti messicani come Manolo Cocho e Daniel Romero Nieto che uniscono arte e scienza. Daniel Romero in particolare è nanotecnologo, ricercatore dell’Università della Scienza e Tecnologia di Norvegia NTNU (Norvegian University of Science and Technology-NTNU) e insieme pittore ed usa il linguaggio pittorico per raccontare l’Universo, il Micro e il Macro, il caos e il cosmo.
Nella dinamica del rapporto arte-scienza – di cui l’esempio paradigmatico è Leonardo da Vinci – la contemporaneità ha espanso a dismisura la componente tecnologica.
Obiettivo del progetto è dimostrare che l’aspirazione alla conoscenza è perseguibile non solo attraverso le vie della scienza ma anche con quelle dell’arte essendo la creatività alla base di entrambi i versanti attraverso l’immaginazione. Ci sono artisti che, come Daniel Romero Nieto appunto, raccontano il mondo e l’Universo con le immagini piuttosto che con le parole, i ragionamenti, la sperimentazione del reale. E il racconto si snoda sulla base delle conquiste della cosidetta “nuova scienza” che ingloba la fisica quantistica, la teoria del caos, la teoria della complessità.
L’iniziativa intende far conoscere gli esiti delle ricerche di artisti/scienziati o quanto meno di incontri tra arte e scienza, ritenendo l’arte un parametro irriducibile nel processo diramato e pluridisciplinare della conoscenza, come nella dimensione esistenziale umana. Apre porte su paesaggi sconfinati, configurando espansioni cognitive “altre”, calando negli abissi del subconscio.
Il progetto guarda anche ad una specificità, quella attualissima delle biotecnologie che investono la vita, indagando nell’applicazione tecnologica che si serve dei sistemi biologici degli organismi viventi per creare processi di risanamento e di miglioramento della qualità e della durata della vita. E di essi si appropriano gli artisti, come è sempre stato, per lo meno dalle avanguardie storiche, coniugando biotecnologie e investigazioni che sconfinano – col pensiero – nella lettura critica del mondo, nella storia, nella filosofia.
Questo incontro arte-scienza è accaduto nella città della scienza per antonomasia, Trieste, ricca di eccellenze scientifiche che hanno fatto nascere NEXT, la piattaforma europea della ricerca scientifica, che si svolge annualmente alla fine di settembre cui il Gruppo78ha ha partecipato con l’anteprima di questo progetto.
Un evento polivalente che contiene proposte artistiche variatissime inglobando linguaggi disparati, dai più tradizionali, come la pittura, ai tecnologicamente più avanzati dove nella mobilità del video, dalla straordinaria potenza trasformistica, s’incrociano procedimenti olografici, proiezioni stereografiche, 3D tracking, come si può vedere ad esempio nel video documentativo di una performance del danese Carl Emil Carlsen che lavora in sintonia col musicista elettronico Biorn Svin, costituendo insieme il gruppo dal significativo nome di Silicium
Le performance e le installazioni affrontano problematiche di vario tipo, afferenti intensamente l’umano, come l’indagine sul dolore di Cecilia Donaggio, oppure, nella diffusa multimedialità, si approcciano modalità diverse, veramente impensabili, di sonificazioni, ottenute da animali vivi come le meduse investigate da Robertina Sebjanic, in qualità sia di artista che di ricercatrice scientifica, procurando agli spettatori, un’incredibile immersione sono-visiva., documentata in video. Guillermo Giampietro , con la performance multimediale Isomorfismi, in un campo magnetico provocato da percussionisti, ritrova la verità nell’accadimento in sé, sia della scienza che dell’arte, calato in un reale pur sempre inafferrabile.
In questa edizione messicana del progetto approderanno anche ricerche musicali che si confrontano con specifici aspetti scientifici – attraverso documentazioni video – come la musica delle proteine ideata e realizzata, tramite un software costruito ad hoc, da Max Jurcev. con la collaborazione performativa di Betta Porro e l’integrazione visiva di Cecilia Donaggio Luzzatto Fegiz.
Svariati artisti scelgono il mezzo fotografico per documentare ricerche o tradurre per immagini riflessioni sulle leggi intrinseche della natura, spesso turbate dagli sconvolgimenti eco-sistemici provocati dall’uomo, come ci dimostra Angela Pietribiasi. Dean Verzel invece con le potenti e al tempo stesso sconvolgenti immagini di “Anathomy of the Frozen Genesis” sviluppa un discorso di vita e morte che configura un nuovo concetto di vita in una dimensione spazio-temporale proiettata in un futuro diversamente connotato; mentre Pierpaolo Ciana con Virtual Velasquyez gioca sul paradosso spazio-temporale.
I francesi Jean Pascal Dombis, Jean Claude Meynard, Joseph Nechvatal, presenti con foto, e video, sono attestati sull’esplorazione dei frattali e sulla decostruzione dell’immagine per via digitale. Molti saranno i video che con più disinvoltura oltrepassano l’oceano e le dogane, a testimoniare le più disparate ricerche e le performances realizzate nella prima edizione triestina. In questa edizione messicana aumentano, sostituendosi alle performance concrete e si arricchiscono di nuovi percorsi come quello proposto da Lucio Perini con “Genesis.”
Nè possiamo tralasciare chi persegue l’intreccio tra arte e scienza, con i più tradizionali mezzi della pittura costruendo immagini di perturbante efficacia indagando sui misteri abissali del subconscio – da cui si genera l’arte – come Manolo Cocho, o visualizza l’origine dell’universo come Daniel Romero Nieto o ancora percorre dimensioni cosmiche come BrunDaus, o perlustrando le “Nebulose” come Nadja Moncheri, o in altro campo s’attarda sull’analisi di un fiore come Serena Bellini. Infine c’è anche chi, usando una straordinaria carta fatta a mano come Barbara Romani penetra nel mondo della malattia visualizzando i percorsi del morbo di Parkinson attraverso simboliche formelle

Gli artisti partecipanti sono:
Serena Bellini, Carl Emil Carlsen, Isabel Carafi, PierPaolo Ciana, Manolo Cocho, Bruna Daus, Pascal Dombis, Cecilia Donaggio Luzzatto Fegiz, Luciana Esqueda, Fabiola Faidiga, Lucia Flego, Alessandro Fogar, Guillermo Giampietro, Antonio Griton, Max Jurcev, Kaartik, Stefano Martino, Jean Claude Meynard, Nadja Moncheri, Joseph Nechvatal, Lucio Perini, Angela Pietribiasi, Paola Pisani, Barbara Romani, Daniel Romero Nieto, Robertina Sebjanic, Erika Stocker Micheli, Dean Verzel, Barry e Marek Wolfryd, Pierre Zufferey, Elisa Zurlo.

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