Tutta un’altra musica, di Cristiano Pellizzaro

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Tutta un’altra musica

Novembre 2016
A cura di Cristiano Pellizzaro
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latanadeigechi.blogspot.com

Parola di Geco vi saluta con un argomento inconsueto questo mese e lo fa parlando di riproduzioni, statuette e modellini di artisti e volti musicali. Chi per collezione, chi per abbellimento di una stanza e chi invece per passione sfrenata verso i propri idoli non manca di avere in casa qualche riproduzione in scala, apprezzerà sicuramente www.knucklebonz.com. Numerose statuette riproducono innumerevoli nomi della scena rock ritratti nelle classiche pose in cui siamo abituati a vederli.
Decisamente tutto un altro tipo di prodotto, le riproduzioni dei Daft Punk affidate tre anni fa oramai alla nipponica Bandai Tamashii Nations. Tutto curato nei minimi particolari, dai caschi alle articolazioni snodabili in modo da far assumere svariate pose ai modellini. In dotazione c’erano anche sette paia di mani intercambiabili. Qualcosa in rete dovreste riuscire a trovare ancora. Attenzione perché non solo i costi non erano uno scherzo, ma di questi due modellini, se ne potevano ordinare uno solo alla volta.
Parliamo di Ocarine adesso. Sapevate che la cittadina emiliana di Budrio vanta una tradizione mondiale per quanto riguarda questo strumento? E c’è pure un museo a Budrio. E sapevate che sempre a Budrio ogni anno c’è il festival dell’ocarina (ocarinafestival.it)? Mai sentiti gli Ocarina Ensamble? Sapevate che Burt Lancuster durante le riprese del film Novecento ha voluto andare a Budrio proprio per questo motivo e che da Budrio proviene l’ocarina usata da Simon Le Bon nel brano The Chauffeur e comune.budrio.bo.it.
Spesso si sente parlare di bootleg, una registrazione pirata pubblicata non dalla casa discografica ufficiale ma da piccole etichette non autorizzate o addirittura da privati e poi messa in circolazione tramite canali non ufficiali, collezionisti, ricercatori e appassionati. Molte volte si tratta di registrazioni effettuate dal pubblico e se non ci sono ritocchi, la qualità può essere pessima. In altri casi ma ben più rari invece le registrazioni sono effettuate direttamente dal banco del mixer e quindi sono pressoché ottime. Si sa di bootleg molto ricercati che valgono una fortuna e che nel corso degli anni sono entrati nella leggenda, per alcuni di questi gli artisti e le case discografiche decidono di stamparli ufficialmente come è stato fatto per il “Live in Santa Monica ‘72” di David Bowie del tour di Ziggy Stardust. All’epoca la serata fu trasmessa dalla celebre radio KMET di Los Angeles. Chi si trova in possesso del bootleg originale non deve aver paura di vedersi svalutare il proprio gioiello, che in questi casi aumenta inevitabilmente di valore tanta è stata la fama della registrazione che girava solamente in versione non autorizzata.
Per non abbandonare l’argomento dei bootleg, on line ho trovato qualcosa riguardante Lou Reed. Bootblogger-lyoko.blogspot.it, opera titanica di un blogger, che tratta di tutti i bootlegs dell’artista scomparso. Completo e preciso, deve essere costato una notevole fatica realizzarlo. Davvero un gran tributo a Lou Reed.

Siete già con la testa ai live che i Depeche Mode terranno l’anno prossimo? Allora iniziate ad imparare e memoria i testi delle canzoni in modo da cantarle a squarcia gola ai concerti. La pagina web che fa per voi è sukkology.net/tnt/, sito amatoriale che vi offre tutti i testi con traduzione e nel pieno rispetto del copyright degli autori. Il lavoro svolto dal suo ideatore è talmente curato, ordinato e preciso che mi sembrava interessante segnalarvelo. Nelle note della home page s’invitano i visitatori a collaborare integrando con traduzioni in altre lingue e testi di altri artisti. Lo stesso sito ospita già una sezione dedicata ai Cure.

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