Dal 4 al 10 settembre a Trieste un convegno internazionale per parlare di sismologia

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Organizzato da OGS e dalla European Seismological Commission, coinvolgerà più di 500 esperti da 50 diverse nazioni

Dal 4 al 10 settembre Trieste ospiterà la 35a General Assembly della European Seismological Commission (ESC), la commissione dell’International Association of Seismology and Physics of the Earth’s Interior (IASPEI) che promuovere i progetti e gli studi sismologici in Europa e nei Paesi dell’area mediterranea.

Il convegno, organizzato dall’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – OGS e dalla ESC, si terrà presso il centro congressi della Stazione Marittima e vedrà la partecipazione di più di 500 ricercatori provenienti da tutto il mondo.

“Anche se non è mai stata colpita da forti terremoti, Trieste ha una lunga tradizione nel settore della ricerca sismologica, iniziata all’inizio del 20° secolo, e migliorata poi con gli strumenti del World Wide Standardized Seismographic Network installati nel 1960, e perfezionati dopo il forte terremoto che ha colpito la Regione nel 1976” spiega Paolo Comelli – vice direttore del Centro di Ricerche Sismologiche di OGS.

Il Friuli Venezia Giulia ospita la 35a Assemblea Generale della ESC proprio nel quarantesimo anniversario di quel triste evento e il convegno sarà un modo per migliorare ulteriormente la cooperazione tra gli scienziati nell’ottica di una politica di riduzione del rischio sismico di lunga durata.

“Visti i recenti episodi di cronaca, il comitato organizzatore ha deciso inoltre di organizzare il 7 settembre una sessione speciale dedicata al terremoto che il 24 agosto ha colpito l’Italia centrale tra Amatrice e Norcia provocando quasi 300 morti” prosegue Comelli, precisando che “Dal momento che diversi ricercatori hanno iniziato ad analizzare i dati registrati e altri sono andati in zona per acquisirne di nuovi, questa sessione sarà la prima occasione per condividere i risultati preliminari”.

“È con grande soddisfazione che accogliamo il meeting della European Seismological Commission che torna a Trieste, centro di eccellenza internazionale nel cuore dell’Europa, per la seconda volta, dopo la conferenza del 1974” ha sottolineato Maria Cristina Pedicchio, presidente dell’OGS. “Il 2016 è un anniversario importante per la nostra Regione e per l’OGS perché proprio in seguito ai devastanti eventi regionali del 1976 è stato istituito il Centro di ricerche sismologiche (CRS) di OGS al quale è stato affidato il monitoraggio sismologico dell’Italia Nord Orientale” continua Pedicchio, sottolineando che “Il terremoto non ha confini e non ha nazionalità per questo la collaborazione a livello internazionale per noi ha un enorme valore ed è proprio in occasioni come questa che le collaborazioni vengono rafforzate grazie allo scambio di idee ed esperienze”.

Il convegno in numeri:

· 25 sessioni;

· speaker da 50 diversi Paesi;

· più di 600 lavori scientifici;

· 6 keynote lectures;

· 349 presentazioni e 266 poster;

· “Seismology beyond the textbook”, un corso di formazione per giovani sismologi organizzata in collaborazione con l’ICTP.

Per maggiori informazioni sull’ESC2016 e sul programma della conferenza consultare il sito web ufficiale www.35esc2016.eu.

Il Centro di Ricerche Sismologiche

Il Centro di Ricerche Sismologiche (CRS) è una delle quattro sezioni dell’OGS.

È stato istituito (grazie alla legge per la ricostruzione del Friuli L. 828/82) per svolgere ricerche sulla sismicità e sulla sismogenesi dell’Italia nord-orientale e sviluppare e gestire la connessa rete di rilevamento sismico anche per fini di protezione civile.

La sede principale è a Udine (in Via Treviso 55), dove proprio quest’anno è stata inaugurata la nuova palazzina con uffici, laboratori e sala sismica, dove vengono ricevuti i segnali provenienti dalle stazioni sismologiche installate in tutto il triveneto.

La rete sismometrica è un sistema in grado di rilevare e registrare anche le più piccole vibrazioni del terreno e di dare in tempo reale l’allarme alla Protezione Civile regionale. Nel corso degli anni la rete sismometrica, composta da strumenti ad alta tecnologia, si è estesa al Veneto e alla Provincia di Trento e oggi è collegata alle reti nazionali italiana, austriaca, slovena e svizzera, offrendo di fatto un monitoraggio transfrontaliero. Dal 2002, è affiancata da una rete geodetica di stazioni GPS, che permette di osservare le deformazioni lente della crosta terrestre. Inoltre il CRS gestisce una rete italo-argentina di stazioni sismometriche in Antartide.

Lo staff del CRS svolge attività di ricerca sui terremoti e garantisce supporto e reperibilità in caso di emergenze. Uno dei principali compiti, infatti, è la sorveglianza sismica, effettuata per scopi di protezione civile.

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