fbpx

Attori triestini: Francesco Facca, genialmente eclettico ma non solo

francesco-facca-1

di Maria Luisa Runti

Solare, simpaticissimo, eclettico, Francesco Facca ti “stende” con il suo sorriso comunicativo ed i bellissimi occhi che ti fissano a volte seri, a volte maliziosi ed interrogativi. Un curriculum da far invidia a chiunque considerando la sua giovanissima età. Si divide tra il suo impiego, a contatto con il pubblico che ama, in una grande azienda, e lo studio multidisplinare in ambito teatrale di quegli insegnamenti che ormai sono strumenti indispensabili per un attore che voglia considerarsi completo. Instancabile, con volontà ferrea, si dedica, oltre che all’approfondimento delle tecniche teatrali, al canto (ha cantato per anni in coro, ambito classico, genere sacro, pezzi classici e spirituals), alla danza ed al mimo e, ovviamente, all’interpretazione di ruoli teatrali. Ha frequentato stage e laboratori in diverse città; ad un soffio dalla laurea in Scienze Biologiche ha conseguito anche il diploma PET in inglese. Fa parte di due compagnie teatrali: Compagnia di “Teatro incontro” e “Compagnia Teatrale del CRUT” dell’Università di Trieste. Il suo obbiettivo è quello di raggiungere mete sempre più importanti e di responsabilità, soprattutto lavorando in gruppo, come ci racconterà. Nel 2013 Premio Migliore Attore, nel ruolo di Fifì ne “Il berretto a sonagli” e nel 2014 Premio Migliore Attore, nel ruolo di Iulio in “La Venexiana” nell’ambito della Rassegna Regionale “Teatro a Tema” per compagnie del Friuli Venezia Giulia e dell’Istria. Nulla lo ferma, è un tornado di idee ed invenzioni, si rimane incantati e travolti dalla sua genialità e, nel contempo, dalla sua semplicità del tutto spontanea. Ha il grande dono di non recitare nella vita, cosa alquanto rara al giorno d’oggi…

Al suo attivo moltissimi spettacoli teatrali tra cui citiamo, fra i più recenti: “Orsetti alla vodka”, reading in progress su testi di Corrado Premuda; “Il Sistema Ribadier” di Georges Feydeau; “Andante con variazioni” liberamente tratto dall’autobiografia di Julius Kugy “La mia vita nel lavoro, per la musica, sui monti” con regia di Elisabetta Gustini; “Sarto per signora” di Georges Feydeau; “La Venexiana” di Anonimo del ‘500; “NauTramBus” performance multimediale con regia di Denny Fiorino, in arte Kàartik, e testi di Corrado Premuda; “Il volo transoceanico di Lindberg” liberamente tratto da “Der Ozeanflug” di Bertold Brecht e “Il Berretto a Sonagli” di Luigi Pirandello con regia di Giorgio Amodeo. Da ricordare anche la partecipazione ad alcuni film come “Il Ragazzo Invisibile” di Gabriele Salvatores e “Bella Addormentata” di Marco Bellocchio. Inoltre fiction televisive, letture sceniche, parate teatrali itineranti, cabaret, teatro ragazzi e Lettore ufficiale alle presentazioni del libro “Felici e contente” di Corrado Premuda.

Sei molto giovane ma hai un cv ricchissimo e multidisciplinare. Attore ed impiegato. Come riesci a coniugare le due attività visto che eccelli in entrambe?

Ti ringrazio per aver detto che eccello in entrambe le attività, troppo buona… Sai, di carattere sono una persona molto orgogliosa e testarda, ho sempre voluto essere indipendente, cercando di “pesare” sempre meno sugli altri. Negli anni ho avuto varie esperienze lavorative, che mi hanno dato una formazione sul campo e mi hanno fatto crescere. Il teatro invece come ben sai è la mia grande passione, anzi il mio “Grande Amore” a cui dedico veramente anima, corpo e gran parte del mio tempo. Come riesco a coniugare le due cose? Beh sono iperattivo ed il tempo libero che ho, uscito dall’ufficio, lo dedico in gran parte al teatro, dove a volte (tra uno spettacolo e l’altro) mi ritrovo veramente ad avere prove quasi ogni giorno. A fine serata senza dubbio torno a casa “cottissimo” però felice di avere fatto quello che amo.

30 esami in Scienze Biologiche. Perché hai lasciato essendo vicino al traguardo?

Mi sono reso conto che in quel momento della mia vita non era il percorso giusto per me. Mi sono sempre dedicato al teatro ed al lavoro. Ora, in realtà, sto valutando di iscrivermi nuovamente, magari il prossimo anno, in un corso di studi complementare, anche per terminare un percorso iniziato e lasciato quasi alla fine. Non sono pentito della scelta fatta, ma sono consapevole che dopo tutti i sacrifici fatti dai miei genitori e da me, sia giusto poter dare una conclusione ad un percorso iniziato… E poi dopo tutti i “papiri” che ho fatto ai miei amici, è arrivato il momento di leggere pure il mio!!! Quindi tieniti pronta… che prima o poi si festeggia!

Sei un entusiasta solare. Ti dividi fra due lavori con il medesimo impegno. Ti senti più attore o impiegato? Ho la sensazione che tu riesca a sdoppiarti perfettamente…

Beh, sai, i miei genitori mi hanno insegnato a mettere impegno e dedizione in ciò che faccio. Come mi sento? Un attore che vive e si impegna per gli spettatori! Il Teatro ti forma tantissimo come persona, e mi ritengo fortunato di poter sempre essere a contatto con il pubblico, sia in ufficio, che sul palco.

Cosa pensi dell’attuale mondo del lavoro che crea difficoltà di ogni genere soprattutto ai giovani?

Eh… bella domanda! Credo che per noi giovani i “tempi siano duri”, vedo molti coetanei che ancora si cercano, e non riescono a trovare la strada giusta. Alcuni sono pure contenti, aspettano che il “lavoro li venga a cercare” e si perdono nel loro mondo. Ma molti non lo sono! Vedo amici con curriculum buoni che non riescono a trovarlo e si sentono sempre dire la solita frase: “Ma con un curriculum così questo lavoro non fa per lei”. Nel passato ho avuto varie esperienze lavorative, dove ti ritrovavi ad essere rinnovato all’infinito con voucher o contratti a progetto, che poi diciamolo, il progetto dov’era? Eri considerato come un lavoratore dipendente, cosa che contrattualmente parlando non eri e, secondo me, queste forme contrattuali sono state la rovina del sistema. Ad oggi mi ritengo veramente fortunato, ho un lavoro che mi piace un sacco e mi da grandi soddisfazioni. Il segreto? Rimboccarsi le maniche, darsi da fare ed essere positivi, prima o poi qualcosa di buono esce sempre.

Due primi premi come miglior attore regionale. Come hanno influito sulla tua vita?

Sono stati due premi inaspettati e che mai avrei immaginato di ricevere. Quando fai un lavoro con dedizione, impegno e sacrificio, non pensi al premio, ma al risultato. Al fatto che il personaggio che porti in scena deve avere la sua “anima”, la sua forza, la sua verità. Il ricevere dei premi è stato, non solo premiare me per l’ attività fatta, ma premiare una squadra. Dico sempre che non si recita da soli, la riuscita di uno è dovuta all’ingranaggio che si è creato in scena, all’alchimia del gruppo. Comunque con il premio in mano, mi sono detto: “Franz vorrà dire che non sei così male :)”

Sei un attore completo. Cosa che non accade spesso oggi! Dal canto alla danza, al mimo… con queste doti non ti verrebbe voglia di fare il grande salto? Hai partecipato anche a dei film importanti…

Sono state delle piccole parti, ma anche nei piccoli ruoli si impara molto. Il grande salto? Ci penso sempre… forse mi frena la paura, l’essere razionale, il fatto che sicuramente la professione di impiegato mi da una sicurezza di base che mi permette di fare l’attore. In passato ho provato pure ad entrare in accademia, in cui ero stato ammesso come riserva, ma purtroppo il posto non si è liberato. Destino? Chi lo sa, senza dubbio per me è stata una bella prova, dove nonostante il risultato non del tutto negativo, sono tornato a casa arricchito. Attore completo? Ti ringrazio per quello che hai detto. Sono sempre in continua voglia di crescere e di formarmi, perché non si finisce mai di imparare e mi ritengo fortunato perché ho trovato delle persone molto generose che mi hanno insegnato molto. Ora ho pure scoperto un nuovo amore: la danza contemporanea, e ciò è grazie al talento di Marta Zacchigna.

Preferisci personaggi del cosiddetto teatro leggero o dei testi drammatici? Ti sei mai cimentato con i grandi classici?

Sì, in passato mi sono cimentato pure con dei grandi classici, uno dei premi che ho ricevuto è stato per l’interpretazione di Fifì in “Il Berretto a Sonagli” di Luigi Pirandello per la regia di Giorgio Amodeo. Che personaggi preferisco? Bella domanda. Molti pensano che con il mio carattere il ruolo leggero, simpatico, sia la chiave giusta. In realtà amo molto i personaggi complessi e drammatici, anche negativi. Se devo confessarti qual’è il tipo di lavoro che amo, ti direi senza alcun dubbio un teatro dove posso unire vari linguaggi, dalla parola, al corpo ed al canto, non musical, ma più un teatro canzone.

Torniamo al mimo che, direi, ti è molto congeniale. Mi fai pensare ai primi passi di Marceau! Con chi lo studi? Perché non approfondisci maggiormente questa disciplina?

Un paragone molto grande, credo che mi ci voglia ancora molto lavoro per potere essere ai livelli dei suoi primi passi… comunque seguo il tuo consiglio e ci provo! L’arte del mimo, sì, direi che mi è congeniale. Devo studiare ancora molto, anche perché non ho mai approfondito molto la materia, ho sempre seguito altri ambiti teatrali. In passato ho partecipato a dei laboratori in cui mi sono affacciato a quest’arte, mentre nelle ultime regie di Elisabetta Gustini, regista e persona che stimo per talento e cuore, ho potuto lavorare e mettere in pratica un po’ di quello che ho appreso con lei e con gli altri maestri avuti.

In due parole… chi è Francesco Facca?

Mi definiscono un “fumetto animato”. Sono un sognatore, curioso e con i piedi per terra. Amo scoprire sempre cose nuove e non fermarmi mai. Di carattere entusiasta, solare, dinamico e grande rompi scatole. Sono uno scorpione e, come dico io: “dolce ma velenoso”.
Affermava Henry David Thoreau: “I sogni sono le pietre di paragone del nostro carattere”.

MARIA LUISA RUNTI
© Riproduzione vietata

Lonza Investments - investimenti alta renditaVip Costruzioni impresa edile Trieste

You may also like...