WAVEFRONT un fronte d’onda internazionale in mostra per Trieste Contemporanea

Bill-Viola-Chott-el-Djerid

Trieste, Palazzo Costanzi, 20 luglio – 18 agosto 2016
Wavefront
Irma Blank, Igor Eškinja, Emanuela Marassi, Ian McKeever, Adrian Paci, Alfredo Pirri, Nedko Solakov, Bill Viola
inaugurazione mercoledì 20 luglio, ore 19

La calda estate degli eventi culturali a Trieste sarà arricchita da WAVEFRONT, una mostra d’arte contemporanea internazionale che esporrà una straordinaria raccolta di lavori, tra cui alcune storiche pietre miliari dell’arte contemporanea. Tra di esse il videotape Chott el-Djerid (A Portrait in Light and Heat), 1979, di Bill Viola che idealmente apre il percorso della mostra. Filmati quasi quarant’anni fa dal grande artista statunitense e diventati una delle icone della videoarte mondiale, i miraggi nel deserto del Sahara e la neve abbacinante nelle praterie nordamericane, che mettono alla prova la parte fisica e quella psicologica della nostra percezione della realtà, fino al limite dell’allucinazione, sono proposti come chiave di ingresso per lo sguardo contemporaneo dentro alle emozioni della visione di un’opera d’arte che la mostra vuole offrire.

Con il contributo del Comune di Trieste e del Comitato Trieste Contemporanea, che organizza l’esposizione, WAVEFRONT apre mercoledì 20 luglio alle 19 a Palazzo Costanzi (Piazza Piccola 2), edificio, tra i più curiosi del tessuto neoclassico della città, che vede il mare di piazza Unità d’Italia attraverso la loggia del Municipio. Nella sala mostre del Comune di Trieste, verranno esposte le opere di Irma Blank, Igor Eškinja, Emanuela Marassi, Ian McKeever, Adrian Paci, Alfredo Pirri, Nedko Solakov e Bill Viola che resteranno a disposizione del pubblico fino al 18 agosto (orario da lunedì – sabato 10-12.30 e 17-19.30; domenica 10-12.30; ingresso libero).

La mostra seleziona, tra opere del panorama contemporaneo già di alta qualità tecnica e di intensa complessità semantica, una serie di lavori in tutti i quali è possibile riconoscere una forte attenzione degli autori verso gli agenti, siano essi fisici o concettuali, che possono essere messi in campo in un’opera per attivare nello spettatore un processo di passaggio da una condizione visiva ad una emotiva.
Le opere di Trieste sono in questo senso alcuni esempi che fanno parte del medesimo fronte d’onda, come sottolinea la curatrice Giuliana Carbi Jesurun: “l’intento espositivo è quello di poter forse identificare come uno degli obiettivi oggi più formidabili per l’arte contemporanea proprio il dare rappresentazione aggiornata al ricondurre l’instabile ad equilibrio, il minimo a partecipata risonanza, il paradosso ad armonica accoglienza, come era, a ben guardare, sempre sottinteso nel compito di “propagazione” di complessità vibrante/ordinata che era chiesto nei secoli passati a qualsiasi forma della nostra cultura in grado di far concordare la nostra mente e il nostro cuore… per le quali in campo visivo allora si parlava di bellezza, classicità, quid estetico…”

A questo intento provano a rispondere l’otticità pulsante di una scrittura non legata al sapere ma all’essere degli Ur-Schrift (2000-2006) di Irma Blank (Germania 1934); il non-confine di luce e forma debordanti dei Kindertotenlieder, (2015) dedicati a Gustav Mahler da Alfredo Pirri (Italia 1957), dove la superficie si riprende il suo ruolo puro di elemento spaziale; l’atto del vedere che si trasforma in esperienza mentale per Bill Viola (USA 1951); la purezza d’astrazione, indistinta tra fotografia e pittura, con la quale nella serie Eagduru (2013) Ian McKeever (UK 1946) sviluppa l’approccio “proto-fenomenologico” che aveva la parola finestra nell’inglese antico; la trasformazione della realtà – di una nave in viaggio e delle deformazioni produttive dell’economia globale – nel luogo di “lavorazione” dell’immaginazione, come è nel video The Column (2013) di Adrian Paci (1969 Albania); le morbide sorprendenti modalità di un vero e proprio passaggio “autoriale” del tempo sui giornali non scritti nelle Camere con vista (2015-16) di Igor Eškinja (Croazia 1975); l’ambiguità tra la vanitas e il memento mori nel gioco di rimandi della storia uguale di parole e di materiali nell’opera Casanova (1999) di Emanuela Marassi (Italia, 1937); la paradossale ciclicità ininfluente dell’opera-performance A Life (Black & White) (1998) con la quale Nedko Solakov, (Bulgaria 1957) nel 2001 stupiva il pubblico della Plateau of Humankind di Harald Szeemann ridipingendo continuamente di bianco e di nero la stessa sala per tutta la durata della 49a Biennale di Venezia.

Trieste, Studio Tommaseo
Nedko Solakov in conversazione con Iara Boubnova
martedì 26 luglio, ore 19

Partendo dall’opera-emblema di Nedko Solakov esposta a WAVEFRONT, una splendida occasione per approfondire direttamente con l’artista le sue idee sull’arte e la sua importante carriera artistica sarà offerta da Trieste Contemporanea martedì 26 luglio (ore 19, Studio Tommaseo). Solakov è infatti atteso a Trieste per una conversazione speciale con la curatrice Iara Boubnova, eminente critica e curatrice bulgara, direttore dell’Institute of Contemporary Art di Sofia, presidente della sezione nazionale bulgara dell’AICA, co-curatrice di importanti rassegne internazionali, tra le quali Manifesta 4 e la 1a e la 2a Biennale di Mosca, e di molte partecipazioni nazionali bulgare a biennali internazionali quali quelle di Venezia, Istanbul e San Paolo.

Marijan Molnar, Inside/Outside
Trieste, Studio Tommaseo, fino al 13 luglio
(orario lun-sab, 17-20; ingresso libero)
Dodicesimo Concorso internazionale di Design Trieste Contemporanea
Scadenza del bando: 15 luglio, ore 24
Trieste, Segretariato Generale InCE (via Genova 9), venerdì 22 luglio,
riunione della giuria internazionale
Trieste, Studio Tommaseo, 17 settembre,
cerimonia di premiazione e inaugurazione della mostra dei progetti selezionati e vincitori
Secondo Concorso per giovani europei all’incrocio di teatro, arti visive e nuovi media
Scadenza del bando: 10 settembre, ore 24
Trieste e altre sedi in regione FVG, workshop e serata di rappresentazione teatrale + cerimonia di premiazione: fine novembre

Una calda estate anche per Trieste Contemporanea. L’organismo culturale triestino, che in questi giorni conclude nella sua sede di via del Monte la prima retrospettiva italiana dell’artista croato Marjan Molnar, importante protagonista della scena undergroud di Zagabria negli anni settanta (visitabile fino al 13 luglio), inizia proprio con l’inaugurazione della mostra WAVEFRONT a Palazzo Costanzi una settimana densa di appuntamenti, tra i quali la citata conversazione con l’artista bulgaro Nedko Solakov, prevista il 26 luglio e, il 22 luglio, al Segretariato Generale dell’Iniziativa Centro Europea, che ha sede a Trieste dal 1989 raccogliendo oggi 18 stati membri, la riunione della giuria internazionale del Dodicesimo Concorso Internazionale di Design Trieste Contemporanea WATERLINE dedicato a designer dell’Europa centro orientale, dei paesi baltici e della Turchia e ideato nel 1995, nell’anno di fondazione di Trieste Contemporanea, da Gillo Dorfles (il premio assoluto di quattromila euro porta il suo nome). Nel corso delle sue edizioni il concorso triestino ha offerto a migliaia di designer europei l’opportunità di confrontare creatività, attitudine professionale e innovazione progettuale, facendosi conoscere come una delle gare internazionali più interessanti esistenti a livello nazionale nel segmento del design.
Patrocinata dai nostri Ministeri degli esteri e dei beni culturali, dall’Iniziativa Centro Europea (che offre anche un proprio premio al miglior designer di un paese InCE non membro dell’UE), dalla Fondazione BEBA di Venezia (premio per il più giovane selezionato) e dal Comune di Trieste, l’edizione di quest’anno, WATERLINE, richiede ai concorrenti di ideare un oggetto di design contemporaneo utile alla vita e al lavoro (ma anche allo svago) sull’acqua, partendo da un sapere locale o da una tradizione d’eccellenza nati sui fiumi, sui laghi o sul mare del vecchio continente. Inoltre l’istituzione di un premio speciale Friuli Venezia Giulia prevede un sotto-tema legato, in onore della città di Trieste, alla relazione con il mare e chiede l’ideazione di un inedito oggetto d’uso in ambito nautico che tragga ispirazione da un proverbio o da un detto popolare legato alle pratiche marinare.
Le decisioni della giuria porteranno poi il 17 settembre alla cerimonia di consegna dei premi dell’edizione 2016 del concorso e all’apertura della mostra dei progetti selezionati e vincitori che si potrà visitare allo Studio Tommaseo fino al 24 novembre prossimo.

Infine, è in corso di svolgimento, con scadenza di presentazione dei progetti il 10 settembre, il nuovo concorso SQUEEZE IT, aperto a giovani under 30 dei paesi UE, dei paesi InCE e di Kosovo e Turchia.
Giunto alla sua seconda edizione, il concorso chiede l’ideazione di un’azione teatrale inedita di piccolo formato e a basso costo che sia un “concentrato” dell’energia dirompente che si può sviluppare quando teatro, arti visive e nuovi media si incontrano (“squeeze” vuol dire spremere, cogliere il succo). Il taglio cross-sector di questa iniziativa è il suo originalissimo punto di forza.
Molte le opportunità di scambio offerte ai finalisti, che verranno invitati ad un workshop con esperti delle tre discipline messe in dialogo da SQUEEZE IT. Il workshop si svolgerà nel territorio della regione Friuli Venezia Giulia in novembre, in concomitanza con le date della rappresentazione pubblica a Trieste delle azioni candidate a vincere il Premio Franco Jesurun 2016 – dedicato al visionario uomo di teatro e di cultura triestino fondatore di Trieste Contemporanea – che prevede tra l’altro che i prossimi vincitori del concorso possano lavorare con il videoartista Dalibor Martinis guest director alla realizzazione di un video finale della loro azione teatrale.

Studio Tommaseo, Trieste, via del Monte 2/1
orari di apertura: lunedì – sabato: 17 – 20
ingresso libero

Palazzo Costanzi, Sala Veruda , Trieste, Piazza Piccola 2
orari di apertura: lunedì – sabato 10-12.30 e 17-19.30; domenica 10-12.30
ingresso libero

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