Il caso Regeni, le verità nascoste: il punto di vista di un’italo-egiziana

giulio-regeniIl caso Regeni continua a far parlare. Le mille ipotesi sulla sua morte non riescono ancora a svelare concretamente ed oggettivamente il movente e gli artefici di questo atto barbarico. Alle varie voci “pro” e “contro” ne arriva una fuori dal coro: abbiamo interpellato una donna per metà triestina e per metà egiziana, ora residente al Cairo, che non ha, a suo dire, alcun motivo di “parteggiare” per qualcuno. Riportiamo il testo di seguito:

Regeni è stato trovato lo stesso giorno dell’arrivo del Ministro italiano dello Sviluppo Economico, con 30 uomini d’affari italiani (strano)!! E’ stato trovato in strada coperto da un telo di uso militare (strano)!!
Se lo avesse ucciso la polizia, lo avrebbero sepolto nel deserto, è molto facile e non sarebbe stato trovato affatto. Il modo in cui è stato trovato e il momento in cui è stato trovato dicono che qualcuno ha voluto creare un grosso problema diplomatico tra l’Egitto e l’Italia.
La polizia egiziana di solito ha paura degli stranieri e il massimo che possono fare con loro è quello di metterli in un aereo per farli rimpatriare.
Un giacimento di gas è stato scoperto in Egitto nel mare, la società che ci sta lavorando è l’Eni (società italiana), la Gran Bretagna però rivendica lo sfruttamento di tale giacimento e intende mandare via l’Eni.
Come fare per ottenere ciò?
I Fratelli Musulmani vogliono distruggere l’economia egiziana, la Gran Bretagna vuole impadronirsi dei giacimenti: sulla misteriosa morte di Regeni, quindi, bisognerebbe chiedere a MB e GB, perché la polizia locale non c’entra assolutamente nulla.

fine della lettera.

Almanacco News

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