Oasi naturali a Trieste: visitare lo stagno di Percedol

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Percedol, uno degli stagni più grandi del Carso, forse il più bello e conosciuto. Di origine naturale e modificato dall’uomo che lo ha usato come riserva d’acqua ed anche per scopi ricreativi. Presso la tabella sono visibili le fondamenta del capanno per il noleggio dei pattini da ghiaccio. Tra ‘800 e ‘900 Percedol era ritrovo invernale dei triestini che vi giungevano in carrozza (o in tram e poi a piedi) per pattinare. Data infatti la posizione dello stagno sul fondo di una dolina ombrosa, l’aria fredda ristagna e il ghiaccio si mantiene a lungo. Oggi la mancanza di manutenzione, l’accumulo di detrito e le immissioni di pesci, testuggini e flora estranea, minacciano seriamente lo stagno. Piccoli interventi sono stati fatti dai volontari dei Tutori Stagni e Zone Umide del Friuli Venezia Giulia, cori il Servizio Verde Pubblico del Comune di Trieste e la supervisione scientifica del Museo Civico di Storia Naturale. La manutenzione dev’essere però continua. Percedol è un vero e proprio gioiello storico, paesaggistico e naturalistico del Carso triestino: la dolina e lo stagno ospitano centinaia fra animali, vegetali e forme geologiche, peculiari e prioritarie nel territorio dell’Unione Europea.

OSSERVARE E ASCOLTARE
Gli stagni rappresentano la vita per molte creature. Rispettandole, migliorano il nostro mondo, arricchendolo di suoni e colori (e divorando zecche, zanzare e insetti nocivi) Gli stagni del Carso non ospitano pesci o altri animali e vegetali estranei. Non rovinare tutto liberando del pesci: alla fine morirebbero, assieme all’ambiente da loro alterato!

COSA VEDERE
Gli stagni sono ricchi di vita preziosa, ma come molte bellezze, le creature degli stagni non si rivelano al primo sguardo. Con un po’ d’attenzione si possono osservare le rane di Lessona (Phelophytax lessonae) Piccole rane di paludi o ampi stagni boscosi, prendono il nome dal naturalista ottocentesco Michele Lessona. Visibili nello stagno da aprile a ottobre, in maggio/giugno i maschi si radunano in arene riproduttive. In queste arene acquatiche i maschi in amore hanno una colorazione giallastra e, gonfiando i bianchi sacchi vocali a fato della bocca, corteggiano le femmine con rauchi richiami La rana di Lessona è un anfibio raro e protetto, presente in pochissimi bacini del Carso In questo stagno potremo incontrare anche tritoni punteggiati meridionali (Lissotriton vulgaris rnendionalis), rospi comuni (Buio buffi), rane daimatine (Rana dalmatina), rane esculente (Pelophylax Idepton esculentus), innocue bisce dal collare (Natrix natrix) e Invertebrati multiformi che nuotano (notonette, ditischi), volano (libellule), strisciano (chiocciole palustri) e pattinano sull’acqua (gerridi) L’ecosistema degli stagni è un continuo andirivieni alla ricerca dell’acqua. Ogni visita porta a nuove scoperte, tra la peculiare vegetazione palustre e le tracce degli animali del bosco e della landa, all’abbeverata o alla ricerca di prede.

LE ZONE UMIDE
Gli stagni sono ambienti estremamente produttivi. Uno stagno produce più materia organica di un campo coltivato. Questa materia organica si concretizza in foglie, fiori, frutti, rane, rospi, tritoni, libellule e altri animali Tutti organismi che, insieme alla preziosissima acqua, vanno a migliorare l’ecosistema di boschi e prati circostanti, rendendoli più ricchi di vita e più «resistenti’ a squilibri e alterazioni ecologiche Stagni e zone umide, quindi, non solo impreziosiscono, maIrrobustiscono e completano paesaggi e catene alimentari.

GLI STAGNI CARSICI
Gli stagni carsici sono vere e proprie oasi, trovandosi su un altopiano calcareo quasi privo di acque superficiali. Per questo gli stagni rivestono una fondamentale importanza per il territorio carsico, tanto che parte di essi venne adattata e mantenuta dalle popolazioni locali, forse sin dalla preistoria. Con l’abbandono delle attività agricole tradizionali, gli stagni camici non vennero più sfruttati per attività umane e furono interrati direttamente o tramite il naturale accumulo di detrito. Nella sola provincia di Trieste andarono perduti quasi 200 tra stagni e altre zone umide’ definitivamente scomparse assieme al loro prezioso patrimonio biologico. Gli stagni del Carso triestino ospitano animali e vegetali che formano associazioni ecologiche uniche in Europa. Grazie alla posizione geografica del Carso, in quest’area vi è l’incontro di specie europee centro-occidentali, montane o italiche con quelle europeo-orientali, mediterranee o balcaniche.

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Per maggiori informazioni su stagni e natura:
Museo Civico di Storia Naturale di Trieste — SERVIZIO SPORTELLO NATURA
Piazza A. Hortis, 4 – 34123 Trieste Tel 0406758658
sportellonatura@comune.trieste.it
Tutori Stagni e Zone Umide dell’Associazione d.s.c. Corpi Forestali Friuli Venezia Giulia
www.tutoristagni.it

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