Settimana Giapponese di Wunderkammer, la vincitrice di fortepiano in concerto

Sayuri-Nagoya

DAL SOL LEVANTE IL CONCERTO CON LA VINCITRICE DEL ROME INTERNATIONAL FORTEPIANO COMPETITION: SAYURI NAGOYA IN “MOSTLY (NOT) MOZART”

Tra gli appuntamenti di punta della Settimana Giapponese di Wunderkammer grande attesa per “MOSTLY (not) MOZART”, concerto organizzato da WK ed Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia con la vincitrice del Rome International Fortepiano Competition, Sayuri Nagoya, nella Basilica di San Silvestro il 12 aprile alle 20.30 (biglietti su vivaticket).

La personalità di Mozart fu dirompente. La sua multiforme sfaccettatura compositiva – degna di un vero Zelig – assimilava si confrontava con le maggiori culture musicali, dall’Austria alla Germania, all’Italia, alla Francia. Proprio per questo, si può pensare a Mozart anche per esclusione esplicita in un programma di compositori a lui coevi, perché un’interazione – sia personale, sia stilistica – permane, persiste e forma i brani e i compositori del programma.

Il Clementi di Sayuri Nagoya gioca con Mozart un’interazione a distanza, consapevolmente distinta, ma presente e palpabile, mentre con Anton Eberl, districandosi tra stilemi beethoveniani e virtuosismi proto ottocenteschi , squarcia il velo con un esplicito Hommage.

PROGRAMMA:

Si parte con Wunderkammer verso il Sol Levante domenica 10 aprile alle 18 alla Trattoria Ai Fiori in Piazza Horts, 7 con la degustazione di sake a cura di Giovanna Coen e l’inaugurazione della mostra fotografica WunderCamera: il portfolio fotografico curato da centoFoto racconta in ventidue immagini in bianco e nero, scattate nei luoghi dei concerti e durante la loro stessa esecuzione, la stagione musicale 2014-2015 di Wunderkammer. Le foto sono di Serena Bobbo e Roberto Srelz, con contributo in immagini anche da parte di Giuseppe Galati Garitta e Lorenzo Spadaro. Realizzazione e stampa sono in tecnica digitale. Ingresso libero.

Lunedì 11 aprile alle 18 appuntamento con DANZA D’INCHIOSTRO, Esibizione di Shodo (calligrafia giapponese) del Maestro Enrico Viola in Via De Rittmeyer 7/a – Ingresso libero.

Lo Shodo è comunemente tradotto in Occidente come “Arte della Calligrafia”. Ma non si tratta soltanto di “bella scrittura”, è qualcosa di radicalmente diverso, in cui ha un ruolo fondamentale la cultura più antica che ha percorso e continua a percorrere il Giappone.

Nel suo significato di “via” allo shodo viene riconosciuta una valenza sociale ed educativa, con le caratteristiche di una vera pratica etica che sono proprie a tante arti tradizionali giapponesi.

Quando guardiamo a un’opera di calligrafia non ci troviamo soltanto davanti a una scrittura, né a un dipinto, ma a segni resi in maniera fortemente espressiva.

Il Maestro Enrico Viola (III dan della scuola Bokushin e insegnante di Shodo a Trieste), allievo da più di dieci anni del Maestro Norio Nagayama (Presidente dell’associazione Bokushin, insignito del titolo di Mukansa: “Maestro non più giudicabile”), ha creato il logo “cosa meravigliosa” per la settimana giapponese di Wunderkammer e presenterà al pubblico i principi di questa antica arte giapponese e si esibirà nell’esecuzione di alcune opere.

Dopo il concerto di Sayuri Nagoya, il 12 aprile, la settimana prosegue mercoledì 13 aprile, sempre alle 18, al Tea Time in Via del Monte 1 L’AROMA DEL GIAPPONE – Degustazione Tè giapponesi a cura di Patrizia Orlando.

Il tè è conosciuto in Giappone fin dal XI secolo d.C., quando alcuni monaci buddisti, al rientro dal loro viaggio in Cina, portarono con sé le preziose piantine della Camelia da cui si ottiene il tè. Da quel momento il tè ebbe un’enorme successo in tutto il Giappone, a cominciare dalle classi più agiate fino a tutta la popolazione.

I tè giapponesi sono fra i più apprezzati e amati al mondo, le condizioni climatiche, e la lavorazione particolare hanno conquistato anche i palati occidentali più esigenti.

Tra gli assaggi il Gen Mai Cha, tè utilizzato anche a pasto, aromatizzato con il riso tostato, il Bancha primaverile, versione più raffinata del comune Bancha, il tè più consumato in Giappone, il Sencha primaverile dai freschi sentori erbacei per concludere e il Gyokuro, uno dei tè giapponesi più apprezzati. E’ richiesto un contributo di €5 ed è gradita la prenotazione chiamando il Tea Time.

Giovedì 14 aprile ore 19 a Palazzo Vivante in Largo papa Giovanni XXIII – ingresso libero “TEATRO NŌ – IL FIORE DELL’EMOZIONE”, come il Teatro Nō incontra l’Occidente: conferenza-spettacolo a cura di YŪDANSHA KYŌKAI – IWAMA AIKIDŌ – TRIESTE per la Regia di Eva Mauri.

Prologo all’evento “NŌ – BACH” che si terrà sabato, 16 aprile 2016, l’incontro vuole introdurre il pubblico al Teatro Nō. Teatro antico, generalmente definito come “dramma lirico”, esso in realtà presenta caratteristiche veramente uniche, dove il gesto diventa protagonista per evocare emozioni che legano lo spettatore all’attore. Curato da YŪDANSHA KYŌKAI – IWAMA AIKIDŌ, associazione di Trieste che si occupa non solo di Aikidō, ma anche dello studio e della divulgazione della cultura tradizionale giapponese nel suo complesso, attraverso conferenze e corsi, vuole in questa sede presentare un evento a cinque voci che alla parte divulgativa unirà preziosi inserti di interpretazione.

Venerdì 15 aprile sia alle 18 che alle 20.30 al Cinema dei Fabbri – ingresso 5 euro – proiezione del film KAGEMUSHA, L’OMBRA DEL GUERRIERO. Film di Akira Kurosawa con Tatsuya Nakadai, Tsutomu Yamazaki, Kenichi Hagiwara ( Giappone 1980 ) 160 min.

Un capolavoro cesellato con incredibile maestria, dalla cura scrupolosa dei costumi, alla recitazione, alla fotografia. Il film si ispira alle vicende che, nel Giappone cinquecentesco, vedono coinvolto il nobile Shingen Takeda. Palma d’Oro al festival di Cannes 1980.

Sempre grazie alla collaborazione tra WK ed Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia, sabato 16 aprile alle 21 il Teatro Rossetti ospiterà lo spettacolo “Nō – BACH” che vedrà uno splendido Frederick Haas dialogare, attraverso il clavicembalo, con l’arte della spada del maestro Masato Matsuura (biglietti al Ticket Point, su Vivaticket e Teatro Rossetti).

Costruito come l’arco di una giornata di Nō, questo concerto-performance offre al pubblico una rara occasione per penetrare la ricchezza unica di questa forma di teatro. Quattro maschere, due uomini e due donne, sono indossate dallo stesso attore e modificate sul palcoscenico. Momenti di coreografia senza maschera – con o senza ventaglio, o con le spade – permettono di comprendere la grande unità di figure del Nō e di ammirarne la potenza e l’eleganza. I costumi, ridotti alla loro essenza, permettono di percepire le sottigliezze dei complessi movimenti del corpo, di solito nascosto. Un ascolto inedito dei preludi e fughe dal secondo volume del Clavicembalo ben temperato di J.S. Bach che, illuminato da questo incontro, mette in evidenza la sua forza teatrale ed emotiva.

Domenica 17 aprile triplo appuntamento con workshop e degustazioni a partire dalle 10 a Palazzo Vivante (ingresso in Via don Marzari 4).

IL NŌ E LA SPADA: L’ARMONIA NELLA FORMA, una conferenza-dimostrazione del Maestro Masato Matsuura a cura di YŪDANSHA KYŌKAI – IWAMA AIKIDŌ.

Quando nacquero, sotto il regime feudale dell’epoca Muromachi, il Teatro Nō e la Via della Spada sono stati fortemente influenzati dallo Zen e dallo Shintoismo.

Si sono poi evoluti, prendendo a prestito mutualmente alcune tecniche, si sono raffinati, diventando quindi arti che facevano parte del bagaglio culturale dei guerrieri (i samurai). Il Maestro Masato Matsuura è un esperto di queste due arti che egli insegna a Parigi. L’ingresso è libero, ma è gradita la prenotazione (3356005083).

Alle 11.30 sempre a Palazzo Vivante (ingresso Via don Marzari 4) EMOZIONE AIKIDO, COME SVILUPPARE L’INTELLIGENZA EMOTIVA. Workshop del maestro di Aikido Michele Marolla a cura di YŪDANSHA KYŌKAI – IWAMA AIKIDŌ.

Nel secondo appuntamento della mattina l’Associazione propone un workshop, guidato dal Maestro Michele Marolla, che svilupperà i temi introdotti dal Maestro Masato in cui sarà approfondito il tema riguardante il “kata”, inteso nelle arti marziali come una serie di gesti formalizzati e codificati, ma che in realtà permeano tutte le arti e la cultura tradizionale giapponese.

Il Kata è come una scrittura nello spazio, e come un suono appartiene all’istante della sua emissione, il gesto è legato allo spazio che fende, per poi scomparire, ma lo stesso gesto resta impresso nella memoria più profonda: partendo dalla tecnica si giunge all’etica.

E allora lo studio dei kata, in particolare quelli dell’Aikido, arte marziale il cui nome significa “Armonizzazione dell’energia”, conduce a una riorganizzazione della percezione, perché ci rende maggiormente consapevoli delle nostre emozioni, e, una maggiore consapevolezza, migliora qualità della vita, grazie ad un più elevato livello di empatia.

Attraverso alcune tecniche di Aikido, il Maestro Michele Marolla spiegherà (e per chi desidera, potrà provarlo) come vivere un’arte marziale, intesa come crescita personale, anche nella vita quotidiana.

L’ingresso è libero, ma è gradita la prenotazione (3356005083) e si avvisa che sul tatami si sale senza scarpe.

Gran finale alle 18 con lo Show-cooking e cena giapponese IL GUSTO DEL GIAPPONE: SUSHI E DINTORNI con il Maestro Tatsumoto Kaysuya – Trattoria Ai Fiori Piazza Hortis 7 – Ingresso a pagamento.

Il Ristorante “Trattoria Ai Fiori” ospiterà lo chef Tatsumoto Katsuya in occasione della chiusura della “Settimana Giapponese”.

La ricerca della perfezione estetica è un dato ancora molto presente nella filosofia di vita giapponese: bellezza e rigore formale fanno parte, al tempo stesso, della tradizione e del quotidiano, anche in cucina.

La bellezza impeccabile nella presentazione dei cibi, l’armonia dei colori nel piatto e l’equilibrio degli accostamenti, sollecitano il gusto prima ancora di aver assaggiato il cibo.

Ogni pietanza prende forma nel piatto, e il gesto del Maestro nel prepararlo, ripetuto all’infinito, risulta perfezionato fino a rendere la preparazione del cibo simile ad un rito antico.

Il Maestro Tatsumoto Katsuya si è diplomato “sushi chef” nel 1987 ed ha una sua scuola a Milano, oltre a tenere vari corsi e workshop in Italia.

In occasione del suo incontro a Trieste ci mostrerà come preparare un perfetto sushi e come tagliare con arte il pesce per il sashimi.

Seguirà la preparazione di uno dei classici della cucina giapponese: la tempura, a cui seguirà la zuppa di miso con la soba.

Lo show cooking terminerà con un dessert giapponese: i dorayaki, soffici dischi simili al pan di spagna, che prendono il loro nome probabilmente dal gong (strumento musicale), che in giapponese è chiamato appunto “dora”.

Dopo l’esibizione seguirà la cena per gustare quanto preparato dallo chef Tatsumoto. (prenotazioni obbligatorie allo 328 8079920 o presso il ristorante 348 9368426).

www.wunderkammer.trieste.it

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