Ugo Borsatti “Ugo e noi”: sessant’anni di fotogiornalismo

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Per la rassegna “Fotografia Zero Pixel”, martedì 17 novembre alle 19.45, alla Libreria e Antico Caffè San Marco di via Battisti 18, presentazione del libro di Ugo Borsatti “Ugo e noi”: sessant’anni di fotogiornalismo raccontati per immagini e parole dal decano della fotografia triestina. Presente l’autore, l’incontro sarà introdotto e moderato da Massimiliano Muner, di Spaziowhite. Nella serata si parlerà anche del prossimo impegno editoriale di Ugo Borsatti. L’ingresso è libero.
Edito da Emme&emme “Ugo e Noi” racconta, in 200 pagine e 186 immagini, i tratti e gli eventi storici di Trieste nella seconda metà del Novecento, assieme a vari elementi autobiografici. Il volume, nato per celebrare i 60 anni di carriera di Borsatti e della sua Foto Omnia, attinge da un archivio di oltre 350.000 negativi, presentando lo spaccato di un mestiere, di un’arte e della memoria collettiva di una città.
Nato a Trieste nel 1927, Ugo Borsatti si avvicina alla fotografia ancora da studente, quando dopo l’8 settembre 1943 scatta delle rare foto, poi divenute famose, di militari italiani fatti prigionieri dei tedeschi. Nel 1952 decide di dedicarsi interamente alla fotografia e fonda la ditta individuale Foto Omnia. Famose le sue immagini sugli anni del dopoguerra, e che precedono il ritorno di Trieste all’Italia.
Appassionato di fotocronaca, Borsatti diventa corrispondente di varie testate e agenzie, tra le quali il Corriere della Sera e la Rotofoto di Fedele Toscani, padre di Oliviero. Per vent’anni è il fotografo ufficiale dei quotidiani Il Gazzettino e Messaggero Veneto. Attento testimone di ciò che accade, Borsatti documenta momenti di cronaca, personaggi, costumi e fatti rilevanti della storia di Trieste. Nel 1995 il Ministero per i Beni Culturali dichiara il suo archivio “d’interesse storico”, e questo poco dopo questo verrà acquisito dalla Fondazione CRTrieste.
Nel 2013 esce il libro “Ugo e noi”, che tra ricordi personali e dense immagini illustra il profilo di un maestro dell’obiettivo, testimone della storia della sua città.
L’iniziativa è organizzata per la rassegna “Fotografia Zero Pixel” da Annamaria Castellan, Michela Scagnetti e Massimiliano Muner con le associazioni Acquamarina e Officina Istantanea e la direzione artistica di Ennio Demarin.
Sempre nell’ambito di “Fotografia Zero Pixel”, proseguono fino a fine mese due mostre di fotografia non digitale. La prima, al Caffè San Marco di via Battisti 18, è una personale sul fotografo triestino Tullio Stravisi; la seconda, alla Biblioteca Statale di Largo Papa Giovanni XXIII n. 6, una collettiva di 16 artisti, affermati ed emergenti. Entrambe hanno come tema conduttore il cibo e l’alimentazione.
Altre informazioni sul sito web www.fotografiazeropixel.it, e sulla Pagina Facebook www.facebook.com/fotografiazeropixel

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