Goethe-Institut, nuova rassegna cinematografica: 2o film: “Ein Geschenk der Götter”

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nell’ambito della rassegna cinematografica: “La felicità porta fortuna – Lo sguardo del cinema tedesco” il Goethe-Institut Triest presenta il secondo film:

martedì, 10/11/2015, ore 16,30 e 21

“Ein Geschenk der Götter (t.l.: Un dono degli Dei)”

Regia: Oliver Haffner, Germania 2014, 102′

Tutto inizia con una menzogna facilmente decodificabile. Il direttore di teatro che dà il benservito ad Anna le dice che è troppo brava per recitare nel piccolo teatro civico e sostiene che in realtà il licenziamento consentirà finalmente all’attrice trentaseienne di esibirsi su palchi decisamente più prestigiosi. Questa umiliazione e il passaggio inaspettato alla disoccupazione preparano Anna ad assolvere le sue mansioni future: i suoi otto “allievi”, disoccupati da molto tempo, sono frustrati e feriti e hanno ormai perso ogni speranza di riuscire a ritrovare un impiego. In realtà avrebbero dovuto partecipare a un corso di computer, ma i fondi sono stati sospesi all‘improvviso. Il lavoro con Anna non può che sembrar loro inutile e coercitivo. Non stupisce dunque che reagiscano con disinteresse, che siano maldisposti e talvolta addirittura villani e aggressivi. Essere poi costretti a studiare proprio Antigone, il dramma di un vecchio greco, li rende ancora più scettici. Solo il greco Dimitri sembra essere interessato, anche perché dovrà impersonare il re Creonte. Così dichiara fieramente: “La storia del mio paese parla attraverso di me!”, mettendo in evidenza il suo pathos ridondante.

L’autore e regista Oliver Haffner tratteggia brevemente i retroscena sociali dei suoi personaggi. Max, che all’inizio si rifiuta con violenza di partecipare alle prove per la recita è in realtà legastenico e vuole evitare un’ulteriore umilazione proprio per questa ragione. Friederike, scelta per il ruolo della protagonista, soffre perché il compagno ha problemi psicologici e preferisce cercare fantasmi in cielo piuttosto che occuparsi dei loro due bambini piccoli. Franz non è ancora riuscito ad accettare di aver dovuto chiudere la sua bottega di falegname ed è stato lasciato diverse volte da sua moglie. La sua presenza fisica e la sua calma consentono di evitare diverse volte le conseguenze concrete delle aggressioni nel gruppo. Hubert, che non sembra integrarsi nella compagnia e non fa altro che brontolare è vittima di un forte complesso di colpa. Betty ha una certa età, ha sempre lavorato tutta la vita, non realizza di essere in pensione e rifiuta di sottomettersi a questa terapia occupazionale.

Anna non si fa intimidire e realizza incessantemente e coraggiosamente questo progetto apparentemente vano, fin quando i partecipanti sono finalmente disposti a mettere in gioco le loro esperienze personali, le ferite e le emozioni. Nemmeno la vita privata di Anna è esente da problemi. Il regista Klaus la rimorchia sfacciatamente … e diventa il nuovo direttore del teatro civico. Anche Dimitri diventa insistente e lei passerà una notte insieme a lui dopo aver scoperto che questo notorio millantatore è anche un perdente molto coraggioso. Inaspettatamente, il teatro civico mette a disposizione il suo palco per la rappresentazione dell‘Antigone. Non si verificherà il fallimento temuto da Anna ma, anzi, i partecipanti verranno premiati con standing ovations perché il pubblico percepirà la loro autenticità. “Alla fine, nel nostro film i ripudiati, gli esclusi e gli scomodi riconquistano il palco e i finti potenti si ritrovano nel pubblico, stupefatti e incapaci di comprendere cosa stia avvenendo. Il teatro trasforma i perdenti a livello sociale in eroi trionfanti.” (Oliver Haffner).

Ein Geschenk der Götter è ovviamente una favola assai sovversiva che ribalta le relazioni fra il sotto e il sopra, e più concretamente fra il palco e la platea. Racconta con ottimismo i difficili processi di guarigione e riesce a mantenere la sua credibilità addirittura nel lieto fine: proprio nel senso delle affermazioni di Brecht, secondo il quale l‘aspetto più leggero dell’esistenza può essere individuato nell’arte.

Versione originale con sottotitoli in italiano- ingresso: 3 €

Trieste, Cinema Teatro dei Fabbri, Via dei Fabbri 2/A

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