Trieste, invasione di pappataci nelle zone verdi della città

pappataci

Silenziosi e insidiosi i Flebotomi, è questo il nome scientifico dei piccoli insetti, vivono nelle fessure del terreno (specialmente negli sbancamenti a una ventina di centimetri di profondità), tra gli sterpi misti a terra, nelle fascine, tra la spazzatura, il pietrame, ma anche in cantine sporche e fogne in disuso; le condizioni ottimali sono: temperatura tiepida e molta umidità. Non è facile riuscire ad avvertire la presenza di un flebotomo, in quanto volando non emette alcun ronzio; inoltre compie dei voli saltellanti muovendosi per tratti molto brevi. Sono insetti che conducono vita crepuscolare e notturna, difatti li si possono avvertire soprattutto nelle caldi notti estive. La loro puntura, o per meglio dire il loro morso risulta per la maggior parte dei casi molto doloroso, ma non lascia ponfi come quella delle zanzare, resta una piccola papula al centro della puntura che può persistere anche per una decina di giorni.

Quest’anno però, in particolar modo in alcuni quartieri della città, si assiste ad una vera invasione di questi minuscoli parassiti (talmente piccoli che se ne infischiano delle zanzariere). Presumibilmente si tratta di pappataci, appunto, almeno a giudicare dagli effetti dei “morsi” sul corpo umano. Questi insetti infatti non “pungono” ma “mordono” provocando delle forti reazioni topiche a causa del contatto con la loro saliva tossica. Sono tra l’altro insetti che vivono qui da noi da sempre e che, potrà sembrare assurdo, fanno parte del nostro ecosistema. Però la loro diffusione, in questa estate bollente, fa scattare l’allarme: il numero dei morsi, che possono essere davvero tanti sui singoli individui, e il fastidio che provocano, possono spaventare le vittime che spesso ricorrono al pronto soccorso o chiedono aiuto al proprio medico di fiducia. In realtà molto difficilmente ci possono essere reazioni gravi. Le punture dei pappataci, oltre ad essere irritanti e produrre dei ponfi, possono dare origine a manifestazioni allergiche. La saliva iniettata dal dittero per effetto dell’inevitabile successivo grattamento può provocare infiammazioni cutanee».

Le segnalazioni con tanto di prove documentate dai lividi su gambe e braccia arrivano soprattutto dalle zone periferiche e collinari di Trieste, dalle zone verdi del rione di Cologna, a Roiano, per arrivare fino a San Giovanni. Tra l’altro le vittime-testimoni assicurano che non si tratta di zanzare (la tigre è ormai endemica anche nella nostra città), e che questi insetti spesso resistono ai fornelletti e agli zampironi e che sono in grado anche di entrare negli appartamenti attraverso le classiche zanzariere. Gli esperti confermano, i pappataci vivono e si riproducono (molto velocemente) in terreni organici in decomposizione e le larve fuoriescono subito dopo le piogge. Non a caso gli attacchi sono notevolmente aumentati in seguito al temporale dell’altra sera. Sotto accusa finiscono pure i cumuli di rifiuti (soprattutto pneumatici) che possono essere delle vere e proprie nursery per le zanzare tigre e i pappataci. Questi ultimi tra l’altro sono particolarmente agguerriti ed hanno le caratteristiche di muoversi a scatto e «pungere» senza produrre alcuna vibrazione (al contrario delle zanzare che in un certo qual modo annunciano il loro arrivo con il caratteristico ronzio). Il nome curioso di pappataci indica proprio questa peculiarità: mangiare stando in silenzio (mangia e taci). Il ciclo dei flebotomi è fortemente influenzato dall’andamento climatico ma generalmente si può affermare che durante il periodo estivo si possono alternare almeno due generazioni e sono generalmente attivi da maggio a settembre.

COME PREVENIRE LO SVILUPPO DEI PAPPATACI:

* Togliere le foglie dal giardino e arieggiare il terreno
* Se il terreno risulta imbibito d’acqua predisporre canaletti di drenaggio
* Togliere i materiali edili sparsi qua e là
La presenza dei Pappataci (detti anche Serapiche) si riscontra generalmente nelle abitazioni singole, nelle case coloniche e nelle villette con giardino ed anche negli appartamenti a piano terra o fino al secondo piano nel periodo che va dalla metà di maggio fino a luglio. Il problema si può protrarre se l’estate è umida e piovosa.

Il pappatacio a seguito delle piogge primaverili e dell’innalzamento delle temperature, da larva che vive sotto le foglie, e altri materiali vegetali, si trasforma in forma alata e compiendo brevi voli entra nelle nostre abitazioni e ci punge durante la notte. L’esito è una “mitragliata” di punture soprattutto sulle braccia e sul tronco.

E QUINDI
* Spruzziamo insetticida liquido a base di piretroidi in soluzione acquosa su persiane/serrande la sera verso le 19.00 e diamo un colpo di spray insetticida nelle camere da letto. Arieggiamo la stanza mezz’ora prima di andare a letto e non accendiamo la luce
* Mettiamo un pò di prodotto repellente a base di “DEET” (tipo Autan) sul pigiama per tenere lontani gli insetti

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