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	<title><![CDATA[informaTrieste!]]></title>
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	<description>RSS feed of informaTrieste!</description>
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	<copyright><![CDATA[&copy; admin @ http://www.informatrieste.eu/blog/]]></copyright>
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	<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 07:32:55 GMT</pubDate>
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		<title><![CDATA[Hotel Dulcinea, rilasciata l’autorizzazi]]></title>
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		<description><![CDATA[Il Comune di Muggia ha rilasciato il nulla osta per l'apertura dell'albergo Dulcinea. L'autorizzazione ufficiale è stata data ieri dalla commissione competente, sulla base di un’integrazione della documentazione.<br />L’albergo di via Battisti era salito alla ribalta della cronaca in seguito a un blitz della divisione amministrativa della Questura e della polizia municipale di Muggia, che avevano rilevato come l’attività fosse iniziata senza l’autorizzazione.<br />Sulla vicenda si è acceso un aspro confronto, innescato dal consigliere comunale del Pdl Claudio Grizon, che ha <br />[more=LEGGI TUTTO &gt;&gt;]<br />criticato sia l'operato dei vigili urbani sia dell'ufficio comunale del Commercio.<br />Alle critiche di Grizon risponde ora, indirettamente, il comandante della polizia municipale Fabrizio Lanza, con una lettera inviata al sindaco Nesladek e al vicesindaco Crevatin, nella quale difende l'intervento della polizia municipale (in ausilio alla polizia di Stato).<br />Rimarcando come al legale rappresentante della società Muggia srl, proprietaria dell'attività ricettiva denominata Dulcinea, è stato «contestato l'art. 23 del Codice della strada, per aver affisso un’insegna pubblicitaria senza la prescritta autorizzazione comunale», Lanza replica appunto indirettamente a Grizon, il quale aveva evidenziato come l’amministrazione dovesse «rendere conto dell’operato degli uffici, e in particolare della violazione contestata dai vigili urbani al nuovo albergo».<br />Poiché si tratta di un «verbale redatto ai sensi della normativa stradale – spiega il comandante Lanza – il sindaco e l'amministrazione non hanno competenza in merito, in quanto solo il prefetto o il giudice di pace possono decidere su eventuali ricorsi». Dunque – precisa ancora Lanza – «nella circostanza nessuna persona, indipendentemente se consigliere comunale o meno, può interferire su questioni giudiziarie che non la vedono direttamente coinvolta».<br />Grizon si era inoltre mostrato scettico «sullo zelo dimostrato dalle forze dell’ordine, e in particolare quello dei vigili urbani», chiedendosi se avesse riguardato «anche i controlli per la prevenzione dell’abusivismo nel campo della ricettività, che probabilmente interessa anche il territorio muggesano». Secca la replica, del comandante Lanza: «Negli ultimi tempi la polizia municipale ha effettuato controlli, elevando sanzioni anche in altre realtà ricettive del comune”.<br />Sulla vicenda interviene anche, con una missiva al sindaco, Gian Paolo Galluccio, commercialista della Muggia srl (società proprietaria del Dulcinea), eletto lo scorso anno con i voti del centrodestra come revisore dei conti, il quale difende l'operato dell'Ufficio commercio, criticato da Grizon. Galluccio afferma che nella vicenda lo stesso Grizon «momentaneamente preso dall'impeto, figlio dell'agone politico, ha inteso valutare i fatti da una propria visuale che potrebbe non coincidere con la realtà».<br /><i>Riccardo Tosques - il Piccolo</i><br />]]></description>
		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 07:32:55 GMT</pubDate>
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		<title><![CDATA[«Trieste da turistica a ospitale»]]></title>
		<link>http://www.informatrieste.eu/blog/blog.php?id=7477</link>
		<description><![CDATA[Fissare dei calendari d’incontro, creare delle società per i prodotti specifici e conseguenti linee di promo-commercializzazione con gli strumenti a disposizione: questi i tre punti concreti suggeriti da Francesco Comotti, attuale amministratore della Evolution Tourist Marketing all’incontro svoltosi all’Hotel Savoia dal titolo “Promuovere e vendere il turismo a Trieste: proposte concrete e non parole”. Incontro moderato da Aris Prodani, agente per la Provincia di <br />[more=LEGGI TUTTO &gt;&gt;]<br />Trieste dell’Avis Autonoleggio. All’intervento, aperto al pubblico ma diretto in particolar modo agli operatori turistici della Provincia e “non di natura politica”- come è stato subito precisato- si è parlato, dibattuto, cercato di comprendere i vari punti di vista per quasi due ore al fine di migliorare e incentivare il turismo della città. Tra i punti più significativi la mancanza di comunicazione interna tra i vari operatori, problema che Comotti, insieme a Alex Kornfeind, vertice della Confindustria Assotravel e Silvio Rebula, consulente turistico, hanno fatto intendere di voler superare impegnandosi ad investire del tempo su degli incontri gratuiti per gli operatori turistici che ne saranno interessati (all’incontro è stata data la possibilità di lasciare un contatto). «Dobbiamo fare squadra per trasformare Trieste da località turistica a località ospitale», afferma Comotti. E aggiunge, «ogni operatore turistico deve impegnarsi a cambiare la logica di sistema senza trovare scuse o criticare gli enti pubblici». Attuale inoltre il tema del web e dei nuovi strumenti ancora troppo poco conosciuti e usati nel ramo turistico di Trieste. “La rete è gratuita e offre un’immensità di occasioni” viene ribadito da Kornfeind. (s.c. - il Piccolo)<br />]]></description>
		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 07:15:11 GMT</pubDate>
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		<title><![CDATA[Anche gli esuli hanno il loro Salone del]]></title>
		<link>http://www.informatrieste.eu/blog/blog.php?id=7476</link>
		<description><![CDATA[Progetti editoriali che promuovono la cultura giuliano dalmata nelle sue diverse componenti, dall’arte alla storia, dalla letteratura alla dimensione turistico gastronomica, dalla poesia al teatro. Saranno questi i protagonisti della “Bancarella”, Salone del libro dell’Adriatico orientale ideato e organizzato dal Centro di documentazione multimediale della Cultura giuliana, istriana, fiumana e dalmata, giunto alla quarta edizione e in programma al <br />[more=LEGGI TUTTO &gt;&gt;]<br />Civico Museo della civiltà istriana, fiumana e dalmata, dal 16 al 19 settembre.<br />«L'intento del Salone - ha ricordato Renzo Codarin, presidente del Cdm - è anche quello di richiamarsi all'unità e alla ricomposizione del frastagliato mondo degli esuli, all'interno di una cultura nella quale si ha pieno diritto di cittadinanza. Trieste in questo senso è importante in quanto capitale morale dell'Esodo - ha aggiunto - ma non dobbiamo dimenticare che essa rappresenta anche l'approdo di quel mare Adriatico sul quale è stata traghettata la nostra storia prima che esistessero altre importanti vie di comunicazione a terra. Il variegato carnet dell’incontro – ha continuato - che comprende anche dibattiti sul significato di essere esuli oggi, il rapporto tra esuli e rimasti, i contenuti di storia giuliano dalmata nei testi e programmi scolastici offrirà l’occasione per riflettere sull’evoluzione di un popolo sparso». Alla realizzazione della “Bancarella” hanno contribuito la Fondazione CRTrieste, rappresentata ieri in sede di conferenza stampa, dal vice presidente Renzo Piccini e il Comune. In abbinamento a questa manifestazione ci sarà, nella stessa sede, la quinta edizione dell’Aperitivo con la storia, realizzato con il sostegno della Provincia. «Questa quarta edizione – ha ribadito Codarin – è caratterizzata da una corale partecipazione di enti e istituzioni che si occupano di progetti editoriali nell’ambito della cultura giuliano dalmata». Il concetto è stato riproposto anche dall’assessore comunale per la Cultura, Massimo Greco, evidenziando che «è il mondo dell’associazionismo a fungere da fulcro della manifestazione, la cui importanza è sottolineata dal fatto che oramai si è arrivati alla quarta edizione, creando così un inizio di frequenza che conferisce ulteriore prestigio e rilievo. Il Salone – ha proseguito Greco – non deve essere solo un momento di riflessione sulle tematiche del territorio, ma evidenziare che la storia dell’alto Adriatico e un grande tema per l’intero Paese». Alla presentazione hanno partecipato Dario Locchi, presidente dell’Associazione che raggruppa i Giuliani nel mondo, che sta per iniziare le celebrazioni per i 40 anni dalla fondazione e Rossana Poletti, del Circolo Jaques Maritain, enti culturali che contribuiscono anch’essi all’organizzazione del Salone.<br />In particolare il circolo Maritain allestirà due serate di spettacolo nell’ambito del progetto intitolato “La sera del dì di festa”, giunto alla 22.a edizione, con lo scopo di parlare ancora una volta di lingua e tradizione attraverso la musica, il racconto e la gastronomia. Di notevole ricchezza è il panorama delle esposizioni, curate dall’Irci, dall’Associazione Giuliani nel mondo, dallo stesso Cdm, dalla Comunità di Lussino e dalla sartoria Bernobi di Erminia Dionis. A completare il programma ci saranno anche dibattiti e incontri, che caratterizzeranno le giornate del Salone alle 10 e alle 22. Lo spazio “Bancarella” sarà gestito dalla libreria “Italo Svevo” all’interno del palazzo dell’Irci in via Torino.<br /><i>Ugo Salvini - il Piccolo</i>]]></description>
		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 07:14:04 GMT</pubDate>
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		<title><![CDATA[Riparazione, bocciato uno su dieci ]]></title>
		<link>http://www.informatrieste.eu/blog/blog.php?id=7475</link>
		<description><![CDATA[Si cominciano a conoscere gli esiti degli esami scolastici di riparazione. E i primi dati esposti dagli istituti superiori rivelano che dei 526 alunni già scrutinati 48 non ce l'hanno fatta.<br />Una media di bocciati, ovvero di studenti che dopo aver affrontato gli esami di riparazione non sono comunque stati considerati idonei ad affrontare l'anno scolastico successivo, che si attesta oltre il 9 per cento. La media dei bocciati a giugno era stata del 12 per cento.<br />In molti istituti gli scrutini degli esami di riparazione <br />[more=LEGGI TUTTO &gt;&gt;]<br />sono ancora in corso: ciò significa che un centinaia di studenti, ad una settimana dall'inizio del nuovo anno scolastico, ancora non conoscono la loro sorte. Ancora non sanno in che sezione si dovranno presentare, che libri dovranno acquistare.<br />Scorrendo gli elenchi dei risultati esposti all'entrata degli edifici scolastici, salta all'occhio l'elevato numero dei bocciati al liceo classico e a indirizzo linguistico Dante Alighieri. Ben 9 (il 19 per cento) dei 47 studenti che a fine agosto hanno cercato di colmare i loro debiti scolastici affrontando l'esame in una o più materie, non hanno superato la prova.<br />Un dato che trova giustificazione nel fatto che a giugno lo stesso liceo aveva bocciato solo 13 ragazzi, ampliando la percentuale dei giovani ai quali veniva data un'ulteriore chance a fine estate.<br />I docenti dei licei Oberdan e Petrarca si sono invece riuniti anche ieri pomeriggio per ultimare gli scrutini. Probabilmente i risultati verranno esposti entro la mattinata di giovedì.<br />Dei 227 studenti obbligati a sostenere gli esami di recupero allo scientifico Galilei, 22 (il 9,7 per cento) non sono stati ammessi. In 68 non avevano superato l'anno scolastico già a giugno.<br />All'istituto tecnico Max Fabiani i rimandati erano 97, ma solo in 87 hanno superato le verifiche.<br />Hanno dato prova di maggior impegno gli alunni rimandati del Deledda. Solo 5 dei 103 rimandati a settembre (il 4,8 per cento) non ha dimostrato alla commissione che li ha esaminati di aver colmato le lacune accumulate durante lo scorso anno. Nell'istituto di via Rismondo i ragazzi bocciati a giugno erano stati invece 53.<br />Per domani sono attesi i risultati del Nordio, giovedì quelli del Carducci, del Nautico, del Da Vinci e del Carli.<br />Buoni risultati per i ragazzi degli istituti superiori in lingua slovena che dovevano recuperare i debiti: allo scientifico Preseren tutti ammessi, al tecnico Ziga Zois solo due bocciati.<br />E intanto tutti gli studenti triestini si preparano ad affrontare il primo giorno di scuola. Per loro lunedì prossimo suonerà nuovamente la campanella.<br /><i>Laura Tonero - il Piccolo</i><br />]]></description>
		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 07:12:56 GMT</pubDate>
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	</item>
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		<title><![CDATA[Telefonia, disponibili 10 posti di lavor]]></title>
		<link>http://www.informatrieste.eu/blog/blog.php?id=7474</link>
		<description><![CDATA[Dieci posti di lavoro a giovani triestini. E forse anche qualcuno in più. Non è poco in questi tempi di crisi e disoccupazione. Posti dedicati ai giovani.<br />L’offerta è di Vodafone Italia che dà il via anche a Trieste a una massiccia campagna di ricerca personale a livello nazionale per rafforzare la propria rete di vendita. L’operazione riguarda in totale l’assunzione di 450 agenti in tutta Italia. L’iniziativa sarà presentata <br />[more=LEGGI TUTTO &gt;&gt;]<br />domani alle 9.30 all’hotel «Nh» di corso Cavour.<br />I nuovi agenti lavoreranno per Vodafone o per agenzie partner e saranno guidati nella professione con un percorso professionale complesso e articolato tra aula e formazione, che avrà la durata minima di 10 giorni.<br />La ricerca della Vodafone Italia che passa attraverso la società Adecco (www.adecco.it, sezione &quot;sales &amp; marketing&quot; ) è aperta a laureati e diplomati, preferibilmente interessati al settore delle telecomunicazioni, anche alla prima occupazione, con ottime capacità di relazione, di ascolto e che sappiano gestire il rapporto con il cliente. La rete di vendita, infatti, è uno dei principali punti di contatto tra l’azienda di telefonia e telecomunicazioni e il cliente, la cui soddisfazione, per Vodafone, è al centro di ogni attività.<br />Sono tre i canali di vendita che la società intende rafforzare: quello che si occuperà dei professionisti, quello delle piccole e medie imprese, all’interno del quale le figure professionali si occuperanno della promozione di servizi di rete fissa e mobile con la possibilità di ricercare i propri clienti autonomamente e in collaborazione con un'agenzia partner, e infine il canale dedicato al cosiddetto mercato &quot;consumer&quot;, nel quale i professionisti saranno inseriti direttamente presso agenzie partner di Vodafone Italia per promuovere servizi di rete fissa e mobile.<br />«La rete di agenti rappresenta un tassello fondamentale per la nostra Azienda - afferma Emiliano Cappuccitti, responsabile risorse umane di Vodafone Italia - Abbiamo bisogno di persone motivate a intraprendere un percorso qualificante dal punto di vista professionale in un mercato stimolante come quello delle telecomunicazioni».<br />(il Piccolo)]]></description>
		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 07:10:41 GMT</pubDate>
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		<title><![CDATA[Furto con spaccata al bar Cigno]]></title>
		<link>http://www.informatrieste.eu/blog/blog.php?id=7473</link>
		<description><![CDATA[Furto con scasso l’altra notte all’interno del bar Cigno in via dell’Istria. A scoprire l’intrusione è stata la titolare dell’esercizio che, al momento di aprire l’attività, ha faticato a varcare l’ingresso: la porta, infatti, era parzialmente bloccata da una macchinette cambiasoldi forzata e scaraventata a terra dai ladri.<br />Fine identica per tutti gli altri videogiochi e apparecchi cambiamonete presenti all’interno del locale. La banda <br />[more=LEGGI TUTTO &gt;&gt;]<br />di malviventi prima ne ha divelto i cassettini per sottrarre il denaro contenuto all’interno e poi, quasi in segno di spregio, li ha gettati sul pavimento. Oltre al furto dei soldi contenuti nelle macchinette, complessivamente alcune centinaia di euro, nella conta dei danni vanno quindi aggiunte anche le spese necessarie per riparare gli arredi e i pavimenti rovinati.<br />La titolare del bar Cigno, che dista solo poche decine di metri dal Comando provinciale dei carabinieri, dovrà mettere in conto inoltre diverse centinaia di euro per riparare i serramenti divelti dai ladri. Per intrufolarsi all’interno del bar, infatti, la banda ha forzato una finestra, scelta forse tra quelle meno visibili dalla strada.<br />(il Piccolo)]]></description>
		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 07:08:17 GMT</pubDate>
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	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Salute mentale, il Dipartimento arriva a]]></title>
		<link>http://www.informatrieste.eu/blog/blog.php?id=7472</link>
		<description><![CDATA[«Di fatto non c'è nulla di scritto, ma soltanto un’ipotesi di riorganizzazione dei servizi sanitari di Trieste e dell'Isontino nell’ambito dell’Area vasta». Al momento insomma il “trasloco” di tutti i Trattamenti sanitari (Tso) da Gorizia a Trieste non sembra essere in programma. Ad affermarlo è il direttore del Dipartimento di salute mentale di Trieste Peppe Dell'Acqua, che risponde così agli allarmi lanciati di recente da alcune sigle <br />[more=LEGGI TUTTO &gt;&gt;]<br />sindacali.<br />Pochi giorni fa era stata la Cisl di Gorizia a richiamare l’attenzione su una possibile perdita di alcuni servizi che fanno riferimento al Dipartimento di salute mentale isontino. Timori che Dell’Acqua invece ridimensiona, parlando di accordi e collaborazioni che dovrebbero coinvolgere le due strutture.<br />«Il problema sollevato dal sindacato ci riguarda molto relativamente - spiega Dell'Acqua -. Trieste sarà coinvolta nell'ipotesi di lavoro sulla quale si sta discutendo: la realizzazione di un’Area vasta che interessa le due province nell'ambito dei servizi sanitari. Il nostro obiettivo è sviluppare con Gorizia un miglioramento dei servizi, offrendo ospitalità nei nostri Centri di salute mentale ed eventuali ricoveri nel Diagnosi cura quando ce ne fosse bisogno e in ogni caso le necessità sono limitate».<br />Beppe Dell’Acqua parla quindi di convergenza, di condivisione e di sviluppo di servizi condivisi per utilizzare al meglio le risorse. E, pur non essendo d'accordo sulle ipotesi proposte dall’amministrazione regionale finalizzate alla creazione di un'Area vasta di intervento, pone l'accento piuttosto sul miglioramento dell'assistenza territoriale nel campo della salute mentale nel territorio isontino, laddove ci siano necessità di sviluppo e potenziamento della qualità delle prestazioni e della capacità di penetrazione nel territorio. «Non siamo disponibili ad offrire posti letto e basta – osserva Dell'Acqua –. Le ipotesi sono quelle di collaborare per una crescita dei servizi. In ogni caso un cittadino di Monfalcone o di Gorizia può venire a Trieste così come accade anche per le altre specialità mediche. Per il momento non c'è comunque nulla di scritto - conclude il direttore del Dipartimento di salute mentale -. Siamo soltanto nella fase delle proposte e delle discussioni. Quando ci sarà un progetto concerto e obiettivo, potremmo ragionare meglio sulla questione. Fino ad allora, proseguiremo sulla strada del coordinamento con la realtà isontina». (i.gh. - il Piccolo)<br />]]></description>
		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 07:02:57 GMT</pubDate>
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	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Motociclista ubriaco urta pedone e risch]]></title>
		<link>http://www.informatrieste.eu/blog/blog.php?id=7471</link>
		<description><![CDATA[Avrà iniziato con un brindisi a base di frizzantino. Si sarà concesso poi qualche calice di bianco e di rosso per allietare il pranzo. E magari avrà concluso con l’ammazzacaffè e l’immancabile giro di grappe. Nulla di male se non fosse che, terminato il banchetto organizzato per il suo compleanno, si è allontanato dal ristorante in sella alla sua moto Yamaha e, a causa della lucidità <br />[more=LEGGI TUTTO &gt;&gt;]<br />compromessa dal troppo alcol in corpo, ha travolto un pedone trovato sulla propria strada, la trafficata via dell’Istria.<br />Per fortuna l’investito ha riportato solo lesioni lievi. Ma le conseguenze del comportamento del festeggiato, un triestino di 37 anni - R.B. le sue iniziali -, avrebbero potuto essere davvero drammatiche. Colpa, come detto, degli eccessi alcolici consumati durante la festa di compleanno e testimoniati dai risultati del test a cui è stato sottoposto dopo l’investimento. L’uomo aveva un tasso alcolemico decisamente superiore al limite consentito: 2,23 grammi di alcol per litro di sangue a fronte della soglia massima di 0,5. Abbastanza da far scattare la denuncia per guida in stato di ebbrezza, che comporta le sanzioni previste dalle recenti modifiche al Codice della strada. Codice che fa salire infatti da 1200 a 3000 euro l’ammenda, da uno a due anni la durata dell’arresto e contempla la revoca della patente, la decurtazione di 20 punti e il sequestro del mezzo ai fini della confisca.<br />(il Piccolo)]]></description>
		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 06:58:55 GMT</pubDate>
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	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[In malattia per mal di schiena, scaricav]]></title>
		<link>http://www.informatrieste.eu/blog/blog.php?id=7470</link>
		<description><![CDATA[Talmente malato da poter andare a scaricare cassette di frutta e verdura al mercato coperto per arrotondare lo stipendio. Uno sforzo fisico non indifferente quindi, di sicuro incompatibile con la versione fornita al datore di lavoro, convinto che il proprio dipendente fosse bloccato a letto con dolori così forti da impedirgli qualsiasi movimento.<br />A meritarsi il titolo di ”falso malato” e a vedersi presentare di conseguenza una denuncia per truffa ai <br />[more=LEGGI TUTTO &gt;&gt;]<br />danni dello Stato, è stato un triestino di 53 anni -M.M. le sue iniziali -, impiegato in una ditta di pulizie. L’uomo, lo scorso agosto, aveva consegnato al titolare dell’impresa una documentazione medica che gli prescriveva un periodo di riposo assoluto legato ad un forte mal di schiena.<br />Una presunta malattia che tuttavia, fin dal primo momento, ha suscitato più di qualche dubbio da parte del datore di lavoro. Di lì la scelta di chiedere la collaborazione degli uomini dell’Ufficio di polizia giudiziaria della Municipale per accertare le reali condizioni di salute del dipendente.<br />Già dopo i primi appostamenti, i sospetti si sono rivelati fondati. Gli agenti chiamati a tener d’occhio il presunto malato hanno infatti scoperto alcuni ”stranezze” nel suo comportamento. Nonostante il forte mal di schiena, l’uomo usciva regolarmente di casa di primissimo mattino. Per recarsi però non da qualche medico particolarmente zelante, bensì per raggiungere gli spazi del mercato ortofrutticolo, dove aveva il compito di caricare a bordo di un camion e consegnare in diversi negozi di Trieste pesanti cassette di frutta e verdura. Il tutto, come hanno appurato gli uomini della Giudiziaria, fino alle 9 e mezzo, vale a dire in tempo per rientrare a casa e farsi trovare regolarmente a letto in caso di visita da parte del medico fiscale.<br />Il trucchetto è andato avanti per alcuni giorni, fino a quando gli agenti hanno deciso di fermarlo mentre si trovava a bordo di un furgoncino pieno di merce da consegnare, con tanto di bolla di accompagnamento. Solo a quel punto, di fronte all’evidenza, l’uomo ha ammesso l’inganno, che rischia ora di procurargli conseguenze decisamente pesanti. Nei suoi confronti infatti, come detto, è scattata la denuncia per truffa ai danni dello Stato, prevista dall’articolo 640 del codice penale. Chi la commette rischia la reclusione da uno a cinque anni e una multa fino a 1500 euro.<br />(il Piccolo)]]></description>
		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 06:54:02 GMT</pubDate>
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	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[Contrabbando di bionde: tutti devono tre]]></title>
		<link>http://www.informatrieste.eu/blog/blog.php?id=7469</link>
		<description><![CDATA[Oltre 850 controlli a carico di cittadini in transito attraverso il confine con la Slovenia e di esercenti cittadini. È il bilancio dell’attività finalizzata al contrasto del contrabbando di sigarette messa a segno la settimana scorsa dal Comando regionale della Guardia di finanza.<br />Nella sola giornata di mercoledì, in un blitz che ha visto impegnate in contemporanea le Fiamme gialle dell’intero <br />[more=LEGGI TUTTO &gt;&gt;]<br />territorio regionale, sono state eseguite 701 verifiche. Due gli obiettivi dell’esteso monitoraggio; accertare che gli automobilisti pronti ad attraversare l’ex frontiera con la Slovenia non trasportassero stecche oltre la franchigia prevista e controllare che gli esercenti sprovvisti di licenza per la vendita di tabacchi non smerciassero in realtà stecche sotto banco.<br />Gli altri 142 accertamenti sono stati eseguiti nel fine settimana da parte di militari entrati in azione anche in abiti civili e a bordo di auto civetta, per sfruttare l’effetto sorpresa.<br />L’attività dei giorni scorsi si inserisce nel potenziamento della lotta al contrabbando che, dall’inizio dell’anno, ha visto salire a quota 7.600 i controlli eseguiti dalle fiamme gialle. Cento e nove sono stati i soggetti denunciati per gravi reati di contrabbando, dei quali 15 finiti in arresto. Altri 100 automobilisti sono stati sanzionati per il trasporto di ”bionde” extra franchigia. Circa tre le tonnellate di sigarette sequestrate (per la precisione 2.764 chilogrammi), a cui vanno aggiunti 19 automezzi. Accertati infine tributi evasi per circa trecentomila euro.<br />Risultati che rappresentano non un punto d’arrivo, bensì una solida base di partenza per rafforzare il contrasto al fenonemo crimonoso. L’attenzione, infatti, si sta concentrando non solo sui ”pesci piccoli”, ma soprattutto sulle agguerrite organizzazioni di contrabbandieri con base nei paesi dell’Est.<br />(il Piccolo)]]></description>
		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 06:52:32 GMT</pubDate>
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	</item>
	<item>
		<title><![CDATA[«Dategli lassativi per espellere gli ovu]]></title>
		<link>http://www.informatrieste.eu/blog/blog.php?id=7468</link>
		<description><![CDATA[Il nome in codice è Miriam. È un’ex prostituta nigeriana. Ogni giorno accompagnata da due agenti della sezione criminalità organizzata della Squadra mobile viene accompagnata all’ultimo piano della questura. Le fanno indossare le cuffie e le danno una penna per prendere appunti. Quando scatta la registrazione Miriam traduce in diretta.<br />Ecco, in sintesi, cosa ha sentito. Le parole sono di due trafficanti che si trovano in Nigeria. Parlano molto <br />[more=LEGGI TUTTO &gt;&gt;]<br />chiaramente di come spostare la droga da un villaggio all'altro, senza timore di incappare in controlli della polizia. Parlando su telefoni fissi nigeriani, non pensano minimamente di poter essere intercettati proprio a Trieste a cinquemila chilometri di distanza. Discorrono tranquillamente di quanto pagare il poliziotto corrotto in un villaggio. Poi di dove nascondere la droga, dei corrieri da assoldare, se prendere una donna o un uomo a seconda del quantitativo, se bianca o nera per dare meno nell'occhio. Dalle parole emerge uno spaccato inquietante e significativo del mercato della droga gestito dalla mafia nigeriana.<br />C’è poi un’altra conversazione nei nastri: un corriere parla con uno dei boss. Il corriere è in Olanda, non non riesce ad evacuare la droga, circa un centinaio di ovuli. Si trova in un albergo di Amsterdam bloccato da tre giorni. Il boss nigeriano dice: «Ha ingerito anche troppi medicinali per trattenere il vomito e allora deve prendere più lassativi, altrimenti rischia la rottura degli ovuli e la morte sicura». Il tono della conversazione è drammatico: il corriere dice che non riesce ad espellere gli ovuli e vorrebbe tornare in Nigeria, ma il boss lo ferma: «Prima la droga, poi vai a casa altrimenti i tuoi familiari moriranno».<br />Ma una delle maggiori difficoltà incontrate nel corso dell’operazione è stata l’individuazione del domicilio dei sospettati, persone che, nella maggior parte dei casi, risiedevano clandestinamente in Italia, spesso utilizzando documenti contraffatti.<br />Miriam è una delle tante donne strappate dalla propria famiglia e poi portata con la violenza in Europa per farla prostituire sotto la minaccia di ritorsioni anche nei confronti dei familiari e dei riti Vodoo. Come decine di sue connazionali è entrata nel programma di protezione del progetto «Stella Polare» gestito da Carla Corso. Vive in regione dove si è rifatta una vita. (c.b. - il Piccolo)<br />]]></description>
		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 06:47:45 GMT</pubDate>
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		<title><![CDATA[«Cinghiali, abbattere le femmine è un er]]></title>
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		<description><![CDATA[<img src="http://www.informatrieste.eu/blog/upload/scrofa" alt="http://www.informatrieste.eu/blog/upload/scrofa" title="http://www.informatrieste.eu/blog/upload/scrofa" width="440" /><br /><br />Scrivo perché sono rimasta esterrefatta dalla crudeltà e dall’ignoranza che si evince dal contenuto di un articolo intitolato «I cinghiali arrivano dal Prefetto» apparso su Piccolo in data 2 settembre 2010. In particolare riporto una frase: «Bisognava uccidere le femmine gravide». Risparmio i commenti morali ed etici perché credo che la cosa si commenti da sé, mi concentro invece sugli aspetti scientifici, evidentemente non chiari per molti, precisando alcune cose. <br />[more=--&gt;leggi tutto]<br />Sabato 5 settembre 2009 all’alba, in via Commerciale, tra le case, si sparava ai cinghiali. Gli abbattimenti in deroga, prevedevano di eliminare 100 esemplari, senza distinzione di sesso, età e condizioni. Così è stato. Come diversi esperti avevano già previsto, uno sterminio di massa poteva soltanto aggravare la situazione: è risaputo infatti che abbattimenti di questo tipo, dopo un’iniziale riduzione del numero di esemplari, causano un aumento esponenziale delle nascite per un fenomeno compensatorio.<br />Abbattere le femmine conduttrici del branco, quelle riproduttive (e quindi eventualmente le gravide), che controllano l’estro delle più giovani, reca conseguenze disastrose in quanto senza il controllo delle anziane il branco sbanda e tutte le femmine normalmente inattive entrano in estro ed aumentano di fatto le nascite. Perché si spreca denaro pubblico per risarcire i danni e per abbattere gli animali senza prendere minimamente in considerazione tutti quegli accorgimenti preventivi che per legge andrebbero presi prima di intervenire con le doppiette (foraggiamento dissuasivo, recinzioni, repellenti, educazione dei cittadini, ecc.)? Vietare di dar da mangiare agli animali non serve a nulla, semmai peggiora la situazione perché gli animali, affamati, si spingono sempre più verso i centri abitati dove sperano di trovare del cibo.<br /><i>Manuela Cassotta<br />Biologa Mifa<br />Missione fauna &amp; ambiente onlus</i><br /><br /><i>Rubrica Segnalazioni(IL PICCOLO)</i><br />]]></description>
		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 16:09:43 GMT</pubDate>
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		<title><![CDATA[«Ci buttano fuori di casa, non abbiamo u]]></title>
		<link>http://www.informatrieste.eu/blog/blog.php?id=7465</link>
		<description><![CDATA[<img src="http://www.informatrieste.eu/blog/upload/sfratto" alt="http://www.informatrieste.eu/blog/upload/sfratto" title="http://www.informatrieste.eu/blog/upload/sfratto" width="440" /><br /><br />«Domani a mezzogiorno l’ufficiale giudiziario e le forze dell'ordine verranno a buttarci fuori di casa. Non sappiamo dove andare, non abbiamo un lavoro, abbiamo chiesto un aiuto persino al Presidente della Repubblica». Le sorelle Laura e Cristina Di Sessa, rispettivamente di 44 e 40 anni, vivono in quell’appartamento di viale D'Annunzio 39 dal 1968. Non trovano lavoro, non hanno alcun reddito e da un anno non riescono a pagare l’affitto al Lloyd Adriatico, proprietario dell’immobile. Domani verranno sfrattate e andranno a vivere in macchina.<br />[more=--&gt; leggi tutto]<br />«Venticinque anni fa abbiamo perso la nostra mamma - raccontano - a fine 2008 anche il papà, un carabiniere che grazie ad amici e colleghi ci ha sempre trovato un posto di lavoro, magari a tempo determinato. Da quando lui non c’è più, nessuno ci ha dato una mano, nemmeno l’Associazione nazionale dei carabinieri». Per cercare un impiego, per trovare una soluzione, le sorelle hanno scritto al sindaco, hanno fatto presente la loro situazione ai Servizi sociali e lo scorso 23 aprile hanno scritto al Presidente Giorgio Napolitano che nel giro di un paio di settimane, attraverso il segretario generale delle Presidenza, ha risposto. «Ho inteso mettere la vostra situazione all’attenzione delle competenti istituzioni territoriali - si legge nella lettera - per consentire iniziative che possano essere intraprese per alleviare il disagio da voi rappresentatomi». «Ho ricevuto le sorelle Di Sessa lo scorso anno – riferisce Carlo Grilli, assessore comunale all’Assistenza – e ho proposto loro di frequentare un corso di formazione per la ”gestione familiare”, in pratica un percorso di sei mesi che dava loro gli strumenti e un’alta possibilità di trovare in poco tempo un lavoro come badante o aiuto domestica. Ma hanno rifiutato». «È vero – conferma categoricamente Laura – non vogliamo fare le badanti, non vogliamo pulire gli anziani, vogliamo un lavoro normale, dignitoso come quello che i politici trovano agli amici. Perché per noi non c’è un lavoro? Sono una cittadina italiana e ho diritto più di altri ad un’assunzione». La sorella maggiore ha svolto sempre lavori impiegatizi, in studi professionali, in Posta, in Regione. La minore per problemi economici ha dovuto lasciare l’Università a due esami dalla laurea in Biologia: «Recentemente ho lavorato in nero per una farmacia – sostiene – ma appena ho chiesto un contratto sono stata mandata via». «Ogni lavoro è dignitoso ed è a causa di simili atteggiamenti che ai corsi per badanti su 53 domande solo 3 sono di ragazze italiane – accusa Grilli – o che nelle ditte di pulizie lavorano solo straniere... Quando c’è un’emergenza il Comune c'è, è presente e lo testimonia il fatto che io ho ascoltato di persona le due signore. Certo, quello proposto non era il lavoro della loro vita, ma poteva essere l'inizio di un percorso per uscire dalla loro situazione. Noi diamo una mano, ma se manca l’atteggiamento propositivo da parte delle persone ogni sforzo viene vanificato».<br /><i>Laura Tonero (IL PICCOLO)<br /></i>]]></description>
		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 11:13:43 GMT</pubDate>
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		<title><![CDATA[Furti nei cantieri, patto tra Regione e ]]></title>
		<link>http://www.informatrieste.eu/blog/blog.php?id=7464</link>
		<description><![CDATA[<img src="http://www.informatrieste.eu/blog/upload/furti" alt="http://www.informatrieste.eu/blog/upload/furti" title="http://www.informatrieste.eu/blog/upload/furti" width="440" /><br /><br />Se ti rubano un martello pneumatico e un paio di livelle, è un conto. Ma se dal cantiere iniziano a sparirti demolitori ed escavatori da decine di migliaia di euro di valore, la cosa decisamente si complica. Specie se simili ”visite” da parte di bande specializzate in colpi nelle aree interessate da lavori edili, avvengono con cadenza quasi regolare.<br />[more=--&gt; leggi tutto]<br />Nasce proprio con l’obiettivo di arginare il dilagante fenomeno dei furti in cantiere il dialogo avviato ieri dall’assessore regionale alla Sicurezza Federica Seganti con il presidente regionale e i vertici provinciali dell’Ance, l’associazione nazionale costruttori edili. Un percorso che potrebbe sfociare presto nella definizione di un protocollo d’intesa tra Regione, Prefetture, forze dell'ordine, Casse edili, Anci e costruttori legato, in grado di mettere in campo quattro azioni potenzialmente in grado di rendere più difficile la vita ai ladri di attrezzature: intensificare la vigilanza nelle ore serali e notturne, comunicare per tempo a polizia e carabinieri l’apertura e la chiusura dei cantieri, in modo da avere una fotografia sempre aggiornata dei punti sensibili da monitorare, attivare un filo diretto che consenta ai derubati di velocizzare le procedure per le denuncia e, di conseguenze, l’avvio delle ricerche della refurtiva. Infine potenziare i controlli dei mezzi telonati al confine con la Slovenia. «Ormai - ha spiegato Donato Riccesi, presidente regionale dell’Ance - capita che rubino camion interi, dentro i quali stipano altre attrezzature e mezzi da lavoro, con cui poi lasciano rapidamente l’Italia alla volta dell’Ungheria e degli altri paesi dell’Est. E rintracciarli, in genere, è difficilissimo. Una volta mi è capitato di recuperare un mio camion a Palermo, pronto ad imbarcarsi alla volta del Nord Africa. Dentro i ladri avevano inserito l’escavatrice di un’altra ditta». Colpi rapidissimi, quindi, ed eseguiti il più delle volte con precisione chirurgica. «Questo fa pensare che dietro ai furti tante volte ci siano ”soffiate” partite da persone che hanno accesso al cantiere - continua Riccesi -. Penso ai tanti operai irregolari impiegati spesso nell’edilizia. Ecco perchè è importante il coinvolgimento delle Casse edili, realtà in grado di segnalare l’eventuale presenza di personale non in regola». «Il problema dei furti in cantiere indubbiamente esiste e ha subito una crescita dopo la caduta dei confini con la Slovenia - ha precisato Federica Seganti -. La Regione intende quindi mettere in campo tutti gli strumenti in grado di risolvere la criticità. Non dimentichiamo che, specie per le aziende di piccole dimensioni, subire il furto di un escavatore da 20-30 mila euro, magari datato e per questo non più coperto da assicurazione, significa vedere seriamente compromessa l’intera attività». (m.r.)<br /><i>(IL PICCOLO)</i>]]></description>
		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 10:57:23 GMT</pubDate>
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		<title><![CDATA[Travolto dall’autobus in via Ghega]]></title>
		<link>http://www.informatrieste.eu/blog/blog.php?id=7463</link>
		<description><![CDATA[È stato centrato in pieno da un bus in movimento e sbalzato ad almeno sei metri di distanza dal punto dell’impatto. Vittima dell’investimento, avvenuto ieri mattina in via Ghega, un uomo di 46 anni - B.M. le sue iniziali -, che ora lotta tra la vita e la morte.<br />[more=--&gt; leggi tutto]<br />Intubato sul posto dagli operatori del 118, è stato trasportato in emergenza a Cattinara e trasferito immediatamente nel reparto di Rianimazione, dove si trova tuttora ricoverato in prognosi riservata per gravissime lesioni al capo. Il violentissimo scontro è avvenuto attorno alle otto all’altezza dell’hotel Milano. Lo stesso albergo, secondo la versione fornita dall’autista del mezzo pubblico coinvolto nell’incidente, da cui sarebbe uscito il pedone prima di attraversare la carreggiata per raggiungere il marciapiede sul lato opposto, davanti alla gelateria Zampolli. Saranno i rilievi affidati alla Polizia municipale a stabilire se l’attraversamento sia avvenuto o meno sulle strisce pedonali. Quel che è certo e che l’uomo, dopo aver guadagnato il centro della corsia, ha trovato sulla sua strada un bus della linea 39 che, partito dalla stazione, stava risalendo via Ghega per raggiungere piazza Oberdan. La brusca frenata fatta dal conducente subito dopo aver avvistato il pedone, a suo dire, sbucato letteralmente all’improvviso. non è bastata ad evitare l’investimento. L’uomo è stato travolto in pieno dall’autobus, come confermano i danni riportati dal vetro della parte anteriore del mezzo. A seguito del violento impatto con il parabrezza, inoltre, il suo corpo è stato sbalzato a diversi metri di distanza. Almeno sei o sette secondo la testimonianza di alcuni commercianti della zona, accorsi in strada dopo aver sentito un forte botto provenire dal centro della carreggiata. Proprio alcuni commercianti hanno riferito di aver visto il pedone parlare fitto al telefono cellulare al momento di iniziare l’attraversamento. Un dettaglio che potrebbe spiegare l’origine dell’incidente, attribuibile forse ad un attimo di distrazione. L’uomo, concentrato nella conversazione telefonica, potrebbe cioè non aver fatto attenzione al bus che sopraggiungeva dalla sua sinistra. Immediate, come detto, le operazioni di soccorso. Sul posto sono intervenuti medico e infermieri del 118 che, resisi subito conto della serietà delle lesioni del quarantaseienne e in particolare di un significativo trauma cranico, l’hanno stabilizzato e intubato direttamente in strada. Per lui, poi, è scattata la corsa a Cattinara e il trasferimento d’emergenza nel reparto di Rianimazione in cui è arrivato in gravissime condizioni e, come riferito in serata dalla Municipale, si trova ancora in fin di vita. In via Ghega, poco dopo l’incidente, sono accorsi anche i controllori e i funzionari della Trieste Trasporti che hanno constatato i danni alla vettura. Nessuna conseguenza seria, invece, per i passeggeri: fortunatamente, infatti, al momento dello scontro a bordo della 39 c’erano solo poche persone, peraltro quasi tutte sedute, che nonostante la brusca frenata non hanno riportato lesioni importanti. Pesanti invece le ripercussioni al traffico. L’incidente, avvenuto nell’ora di punta di una giornata segnata per molti triestini dalla ripresa dell’attività lavorativa dopo la pausa estiva, ha creato code e rallentamenti che hanno mandato in tilt la circolazione in buona parte del centro cittadino.<br /><i>di MADDALENA REBECCA(IL PICCOLO)</i>]]></description>
		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 10:44:23 GMT</pubDate>
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