Inserito: 04.02.2010 12:01
«Trieste è ancora un punto di riferimento mondiale per la salute mentale: lo è suo malgrado, perché ci sarebbe piaciuto se tutti i paesi avessero seguito Basaglia sulla via dell’innovazione». Così il direttore dell’Azienda sanitaria triestina Franco Rotelli spiega le ragioni che hanno portato all’organizzazione del convegno internazionale “Trieste 2010: che cos’è la salute mentale?”.
Dal 9 al 13 febbraio oltre un migliaio di esperti della salute mentale provenienti da 40 paesi faranno tappa a Trieste per fare il punto della situazione a più di trent’anni dalla riforma Basaglia: «I livelli di attacco alla salute mentale di tutti noi sono molto alti – dice Rotelli – è un problema planetario cui ognuno nei prossimi anni dovrà prestare attenzione».
La “cinque giorni” si articolerà in una cinquantina di seminari, confronti, dibattiti ed eventi aperti al pubblico mirati a riflettere sui percorsi di tutela e riconquista della salute mentale, nel segno delle risposte alternative al “manicomio”. «Il convegno si svolgerà nel parco di San Giovanni per due ordini di ragioni – spiega il direttore del Dipartimento di salute mentale Giuseppe Dell’Acqua –, per motivi storici ma anche economici: il mondo della salute mentale è composto da realtà che spesso non hanno spazi come questo a disposizione».
Fra i relatori ospiti si annoverano numerosissimi psichiatri, sociologi, antropologi e filosofi di rilievo mondiale. Ad esempio interverrà il sociologo inglese Nikolas Rose, autore del volume “La politica della vita” (Einaudi), studioso fra i più geniali e apprezzati delle scienze della vita, delle biotecnologie e delle loro ricadute sulla biomedicina, nonché delle nuove forme di controllo individuale e collettivo. O ancora l’antropologa Nancy Scheper-Hughes, docente alla University of California di Berkeley, affermatasi per l’impegno pionieristico nell’“antropologia medica”, più recentemente agli onori della cronaca per il clamore destato dai suoi scritti intorno a traffici di organi dei pazienti con disagio mentale. O infine Robert Castel, sociologo francese, teorico fra i più attenti alle questioni del manicomio prima e oggi dell’insicurezza sociale, storicamente vicino alla “vicenda Trieste” e all’azione innovativa di Franco Basaglia.
Le cinque giornate tratteranno il tema della salute mentale con una varietà di prospettive che rispecchia gli ambiti di studio dei relatori, e saranno affiancate da proiezioni, percorsi espositivi, eventi teatrali e presentazioni di libri. Venerdì 12 si terrà al cinema Ariston una grande festa per la proiezione pubblica della miniserie “La città dei matti” dedicata a Franco Basaglia, in onda su Rai Uno il 7 e 8 febbraio.
Il convegno si propone di proiettarsi nella società con diverse iniziative, come “L’insano gesto” di giovedì 11 febbraio, un incontro definito «ad armi pari» tra operatori dell’informazione e utenti dei servizi di salute mentale: «Ai tempi della riforma Basaglia il ruolo dei media fu essenziale nel far comprendere la portata di quel cambiamento – ha detto Dell’Acqua -: oggi il rapporto tra i due mondi si è un po’ allentato e riannodarlo è il fine di questo incontro». Il programma del convegno è consultabile su www.trieste2010.net.
Giovanni Tomasin - il Piccolo







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