Inserito: 11.07.2009 10:47
Tutti gli indicatori del periodo, anche la relazione dello speciale Osservatorio sul credito della Prefettura che è stata discussa proprio l’altro giorno, dicono che in questa crisi economica Trieste galleggia meglio delle altre città in regione. Meno cassa integrazione, meno mobilità, il credito è rimasto stabile, i risparmi dei cittadini sono addirittura aumentati (mentre sono calati quelli delle imprese). Quasi assente il fenomeno dell’usura.
E se pesante è il calo di produzione e vendite, Trieste ne risente poco perché il suo tessuto è fatto in misura preponderante di pubblica amministrazione o di terziario (assicurazioni ecc.), mentre l’industria occupa appena il 18% dei lavoratori e la rete commerciale si conferma ancora largamente sovradimensionata rispetto alle proporzioni. Dunque i suoi problemi sono sia contingenti e sia strutturali.
Ma qui si è anche verificato che il Comune ha potuto risparmiare, in attesa di capire a che cosa e chi destinarli, 105 mila euro sui 405 mila messi a bilancio come intervento anticrisi. Con l’assunzione a tempo determinato in Comune per tre mesi, al costo di 300 mila euro, si sono aiutati i disoccupati. Ma il restante della cifra perché non è stato speso? «Perché era stato indirizzato a pagare gli interessi su mutui e prestiti e sugli anticipi della cassa integrazione - spiega l’assessore al Bilancio, Giovanni Ravidà -, e invece qui è successo che l’anticipo della cassa integrazione è stato dato dalle aziende stesse, e che le Banche di credito cooperativo hanno anticipato le cifre gratuitamente, senza interessi». Allo stesso modo il Comune pensa di non intervenire con azioni speciali per bollette di luce e gas, perché sono state varate norme nazionali, mentre già è stata tagliata l’addizionale Irpef sui redditi fino a 7500 euro.
Ma crisi a parte, si capisce che quel 30% di spesa per il settore assistenza, che tra 2007 e 2008 è aumentato del 10%, è per Ravidà oggetto di speciale attenzione. «Abbiamo avviato - racconta - un’azione di monitoraggio su tutti i servizi, case di riposo e servizio domiciliare, pagamenti e fondi vari, è necessario razionalizzare perché gli aiuti vadano a chi ha veramente bisogno e siano di maggior qualità». Come a dire che qualcuno approfitta e chiede ciò che non spetta? «Assolutamente no, non c’è alcun malaffare, non ci sono truffe. Siamo noi che dobbiamo rivedere la nostra macchina». (il Piccolo)







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